Agorà per l’Italia accoglie con soddisfazione la notizia della liberazione di Youssef Siher, il ricercatore fermato nei giorni scorsi a Milano. La giudice per le indagini preliminari ha deciso di non convalidare il fermo, respingendo anche la richiesta di custodia cautelare in carcere. Questa vicenda impone una riflessione sul rispetto della presunzione di innocenza, un principio fondamentale del nostro ordinamento, troppo spesso dimenticato quando un’indagine giudiziaria diventa un processo mediatico. Il compito del giornalismo non è quello di “sbattere il mostro in prima pagina”, costruendo colpevoli prima ancora che un tribunale abbia accertato le responsabilità. Il dovere dell’informazione dovrebbe essere verificare i fatti, raccontarli con rigore e garantire il rispetto della dignità delle persone, anche e soprattutto quando sono sottoposte ad indagine. Essere indagati non significa essere colpevoli. E nessuna persona dovrebbe vedere la propria reputazione distrutta da titoli sensazionalistici e condanne pronunciate negli studi televisivi o sui social.
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