Il canto degli uccelli nella maestosa selva di Manziana, non appena il direttore d’orchestra Emanuele Stracchi ha impugnato la bacchetta, si è placato, lasciando il bosco alle melodie e ai suoni dell’orchestra giovanile del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il 31 maggio nell’ambito del Festival Gianni Rodari si è ripetuta l’iniziativa musicale che già aveva riscosso molto successo lo scorso anno. In tantissimi si sono incamminati all’interno del bosco, sedie e sgabelli alla mano, fino al fontanile di mezza macchia dove è stato allestito un palco che ha accolto l’orchestra. Ad accogliere i cittadini il sindaco di Manziana Alessio Telloni e il presidente dell’Università Agraria di Manziana, vero patrimonio della comunità, Alessandro Carucci. Nei saluti di rito, Telloni ha ringraziato: il direttore del Conservatorio, l’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini per il contributo concesso, le associazioni di volontariato impegnate nel trasporto con navetta con persone con disabilità. Il giovanissimo direttore ha proposto un programma variegato partendo dai classici tra i quali Mozart e Verdi, del quale è stato eseguito il preludio della Treviata. Quindi colonne sonore di film riarrangiate per l’occasione, un medley di brani del grande Ennio Morricone e quindi l’elegante tango di Asto Piazzolla. Un evento collettivo che ha accomunato per circa un’ora e mezza, vecchi e bambini, famiglie con passeggini al seguito, cani. Il rumore degli aerei nella rotta per Fiumicino è stato un po’ una costante. Molto giovani gli esecutori giunti in pullman da Roma. Molti archi, pochi ottoni. Soddisfatto il pubblico presente che al termine si è alzato in piedi per omaggiare l’orchestra chiedendo il bis. Come aveva detto in apertura la presentatrice il concerto ha unito musica e paesaggio regalando un tempo sospeso a tu per tu con grandi compositori, lontano da connessioni e da tentazioni social.
