trippa

Lucca è “limonata”, a Carrara “anarchica”, a Firenze, ovviamente “alla fiorentina”. Stiamo parlando della trippa, che come le altre frattaglie, ossia le interiora di animali macellati come manzo o pollo, è un alimento con secoli di storia, e un passato più nobile di quanto si possa pensare. Ce lo spiegano Roberto Baldini e Alfredo Scanzani nella Bibbia della trippa (pp. 224, euro 15), edito da Sarnus e in uscita il 1° ottobre.
Già autori di saggi di storia e attenti osservatori di folklore e tradizioni, con un occhio di riguardo alla gastronomia, gli autori scavano nel passato della trippa e di altre pietanze prelibate e nutrienti (lampredotto, patè, animelle) concentrandosi sui personaggi che le hanno amate, da Caterina de’ Medici a Elizabeth Taylor. Del resto le frattaglie sono sempre state apprezzate sia in Italia che all’estero, come dimostra la parola “trippa”, che in molte lingue europee si pronuncia e scrive quasi alla stessa maniera: tripe in francese e inglese, tripa in spagnolo e portoghese. Tra un aneddoto spassoso e una citazione colta, c’è spazio anche per i grandi autori che hanno affrontato l’argomento in opere famosissime. Come ad esempio Carlo Collodi, l’autore di Pinocchio, che descrive il Gatto e la Volpe mentre mangiano quattro porzioni di trippa alla parmigiana all’Osteria del Gambero Rosso. Ma anche Dan Brown, che nel suo best seller Inferno ambientato a Firenze non ha scordato di menzionare il profumo emanato dai venditori ambulanti. Ma il capoluogo toscano, popolato da “trippai” e “lampredottai”, è solo il punto di partenza di una panoramica approfondita attraverso epoche e culture diverse: un lungo e goloso percorso che dalla Grecia antica arriva fino ad oggi passando per gli Aztechi e le popolazioni mongole del deserto del Gobi. Digressioni letterarie e curiosità non possono che stuzzicare l’appetito: ecco quindi, in appendice al volume, una trentina di ricette toscane che spaziano dai crostini con crema di trippa al riso e cavolo nel brodo di lampredotto.

“A Firenze facevo i’ trippaio,
mi successe un grossissimo guaio:
la mi’ moglie, una donna piacente,
dava via la trippa per niente”

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210