Kwa Vuko

Kwa Vuko pesca acqua a sei metri di profondità nel villaggio di Dabaso nel distretto di Kilifi.  Per destinare in Dichiarazione dei Redditi alla F.E.D.E.R.I.C.O. ONLUS nell’apposito riquadro riportare il codice fiscale 08252951002 

Perdere un fratello è una ferita che non si rimargina mai. Ma la sua morte non è stata solo una gravissima perdita solo per me e la mia famiglia, ma per tutti. Federico Villani infatti nei suoi soli 37 anni di vita è stato in prima di tutto una persona altruista, dedita agli altri. Persecutore di pace, di inclusione. Combatteva la guerra e lavorava per il dialogo interreligioso.

Ai suoi funerali, per suo espresso volere, sono stati letti brani tratti dalla Bibbia, dal Corano e dalla Torah “in segno di fratellanza universale”. L’Inghilterra lo ha accolto per un certo tempo come suo figlio.

Per essere all’altezza della sua figura, del suo essere sempre vicino ai più bisognosi, ai migranti, ai bambini, noi familiari abbiamo creato una Fondazione, oggi iscritta al RUNTS, con la quale cerchiamo con l’aiuto di tanti e grazie ai fondi del 5 per mille in dichiarazione dei redditi di portare avanti il suo modo di stare al mondo, guardando agli altri.

Dal 2004 ad oggi la Found for Education, Development and Empowerment of Refugees, Injured Children and Orphans- Federico Onlus non ha mai smesso di lavorare e di impegnarsi attraverso iniziative, pubblicazioni di libri tra i quali Tabula Rasa– bellissimo e commovente – scritto dall’altromio fratello, Riccardo Villani, per La Caravella Editrice. 

Ed in questi giorni dall’Africa arriva la notizia che a nome di mio fratello Federico Villani è stato realizzato il sesto pozzo. La Federico onlus, affidandosi alle Amref, ha voluto contribuire nel suo piccolo ad assicurare un bene primario comr l’acqua a popolazioni dei villaggi del Kenya. 

Lo abbiamo fatto per sei volte. Il pozzo n. 6 intitolato a Federico Villani è stato realizzato grazie al contributo della Federico onlus nel villaggio di Dabaso, nel distretto di Kilifi in Kenya. Al pozzo è stato dato il  nome di Kwa Vuko. 

La realizzazione del pozzo è passata, come è avvenuto per gli altri pozzi realizzati, attraverso varie fasi in cui la comunità beneficiaria è stata direttamente coinvolta – La prima fase ha permesso di identificare il luogo ideale per gli scavi.  L’identificazione del pozzo è stata condotta dagli stessi membri della comunità usando le tecniche tradizionali e strumenti elettronici.

Esistono infatti degli indicatori naturali, come gli alberi e la forma del terreno, che vengono utilizzati per localizzare i giacimenti di  acqua più in superficie. Alcune specie di alberi (crewia bicolor) e alcuni fili saldati sono impiegati per identificare le riserve di acqua  più vicine, con circa il 60 per cento di possibilità di trovarle. Impiegati anche strumenti elettronici che aiutano nella definizione del sito più adatto allo scavo. Il luogo degli scavi viene  inoltre scelto in base alla lontananza da ogni possibile contaminazione come le fognature o le latrine a fossa. Il sito è stato preparato per la costruzione, cioè il terreno è stato pulito dalla  vegetazione circostante e drenato per prevenire ogni pericolo di  infiltrazione.

La profondità del pozzo è determinata dalla quantità di acqua disponibile, che è a sua volta determinata dall’uso che se ne intende  fare. La colonna d’acqua dipende dalla ricarica della falda acquifera. La falda acquifera di Kwa Vuko è stata trovata a 6 metri di profondità e ha una portata  d’acqua sufficiente per i 17 nuclei familiari che beneficiano di  questo pozzo (con la parola “famiglia” in Africa si indicano nuclei composti in media da 8 a 25 persone) e per i loro capi di bestiame. Una volta realizzati i lavori di rivestimento del pozzo con i mattoni è stata installata la pompa ad aspirazione alternata per permettere alla comunità di Dabaso di utilizzare la struttura. Il tipo di pompa che è stata installata è composta da uno stantuffo e 

un pistone che si muovono su e giù in un cilindro chiuso da due  valvole. Quando lo stantuffo si muove verso l’alto spinge l’acqua  attraverso la valvola di uscita e allo stesso tempo trascina acqua nel cilindro attraverso la valvola di ingresso, permettendo alla stessa di 

raggiungere la superficie. Questo tipo di pompa permette di aspirare circa 200 taniche da 20 litri di acqua al giorno, equivalenti a circa 4.000 litri ed è considerata ideale per le comunità di media dimensione sia perché è utilizzabile manualmente sia per la facilità di recupero dei materiali  di ricambio e della sua manutenzione.  Dopo aver installato la pompa il pozzo è stato disinfettato con il cloro per prevenire la proliferazione di batteri.

Nella Contea di Kilifi l’accesso all’acqua potabile si attesta intorno al 40 per cento e le risorse idriche della zona dipendono essenzialmente da un’unica fonte permanente, il fiume Sabaki. 

Anche l’accesso ai servizi igienico-sanitari di base è scarso nell’intera Contea, in cui si stima una copertura del 67 per cento di servizi mentre solo il  30 per cento delle case possiede gli strumenti per il lavaggio delle mani. 

Una fetta significativa della popolazione non ha alcun accesso ai servizi igienici di base e questo provoca serie complicazioni di salute pubblica. 

Per contribuire finanziariamente alla Fondazione Federico Onlus di seguito il codice IBAN del Conto Corrente intestato alla Federico Onlus: IT40R0306909606100000114626 Intesa San Paolo Via Duccio di Buoninsegna 9/15 00142 Roma

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Kwa Vuko

 

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210