Con oltre 150.000 visitatori, si è conclusa il 14 giugno, la mostra Bernini e I Barberini a Palazzo Barberini. L’esposizione ha indagato il rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.
“Bernini e i Barberini ha conquistato migliaia di visitatori e un ampio consenso della critica,confermando il ruolo centrale delle Gallerie Nazionali nel promuovere e valorizzare le nostre collezioni, offrendo al pubblico un’occasione straordinaria di approfondimento e conoscenza del genio berniniano e della stagione culturale che ne favorì la grandezza. La mostra si è affermata quale uno degli eventi culturali più significativi del 2026, un risultato che premia il lavoro di ricerca, valorizzazione e condivisione del patrimonio culturale con il grande pubblico” commentaThomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica.Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi,la mostra – realizzata in occasione del quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626) –ha proposto per la prima volta una ricostruzione visiva e critica del rapporto personale, intellettuale e politico che fu all’origine di una delle più profonde trasformazioni della storia dell’arte europea. Grazie al contributo dei principali studiosi italiani e stranieri e alla collaborazione di prestigiosi musei e collezioni private, il percorso espositivo ha riunito opere eccezionali, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia. L’interesse del pubblico è stato confermato anche dall’ampia partecipazione alle iniziative collaterali. Oltre 1.500 visite guidate hanno consentito ai visitatori di approfondire i contenuti della mostra con il supporto di esperti. Grande successo hanno riscosso inoltre le visite speciali alla Basilica di San Pietro, realizzate in collaborazione con la Fabbrica Di San Pietro in Vaticano, e quelle alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, organizzate con il relativo Polo Museale. A completare il programma, un articolato ciclo di incontri e appuntamenti pubblici dedicati ai temi della mostra. Ottimi risultati anche per il catalogo, pubblicato da Allemandi, che ha registrato la vendita di oltre 2.500 copie presso il bookshop di Palazzo Barberini.
Si ringraziano i singoli prestatori che hanno reso possibile la mostra e musei pubblici e privati tra cui: Accademia Carrara (Bergamo), Albertina Museum (Vienna), Fabbrica di San Pietro in Vaticano (Città del Vaticano), Gallerie degli Uffizi (Firenze), J. Paul Getty Museum (Los Angeles), Musée du Louvre (Parigi), Musée Jacquemart-André (Parigi), Museo Diocesano (Spoleto), Museo Nazionale del Bargello (Firenze), Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid), Musée de Tessé (Le Mans), Musei Vaticani (Città del Vaticano), National Gallery (Londra), National Gallery (Washington), Statens Museum for Kunst (Copenhagen),The Morgan Library (New York), Victoria and Albert Museum (Londra).
Il prossimo appuntamento sarà Un Vermeer a Palazzo Barberini. Donna in blu che legge una lettera (8 luglio–11 ottobre 2026),a cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita, grazie allo straordinario prestito del Rijksmuseum di Amsterdam. Da marzo 2027 Palazzo Barberini presenterà inoltre una grande mostra dedicata a Diego Velázquez e l’Italia, terzo appuntamento del progetto triennale dedicato ai protagonisti del panorama artistico del Seicento confermando il ruolo del museo come punto di riferimento internazionale e consolidando ulteriormente il dialogo coi protagonisti della storia dell’arte europea.
Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini. Installation view: Bernini e i Barberini, 2026. Photo Alberto Novelli


