Si è conclusa domenica 1° febbraio 2026 con grande successo a Palazzo Cipolla, sede del Museo del Corso – Polo museale, la mostra Dalí. Rivoluzione e Tradizione, realizzata in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, che ha registrato oltre 75 mila visitatori, confermando il ruolo del Polo museale come uno dei principali centri culturali della città, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato.
Il progetto espositivo è stato accompagnato da un ricco programma di iniziative – dalla rassegna cinematografica realizzata nell’ambito della Festa del Cinema a un public program molto partecipato, fino alle attività didattiche dedicate a scuole, famiglie e adulti –, consolidando il dialogo del Museo del Corso con la città.
Dopo il successo della mostra di Dalí, Fondazione Roma presenta, dal 6 marzo al 5 luglio 2026, a Palazzo Cipolla, “Da Vienna a Roma. Meraviglie degli Asburgo dal Kunsthistorisches Museum”, il nuovo progetto espositivo sull’asse Vienna–Roma, frutto della collaborazione con una delle più prestigiose istituzioni museali europee, che prosegue una linea di apertura internazionale già avviata con Picasso lo straniero e Dalí. Rivoluzione e Tradizione.
Promossa e prodotta dalla Fondazione Roma in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum (KHM), con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata d’Austria a Roma, l’esposizione è realizzata con il supporto organizzativo di MondoMostre e resa possibile anche grazie al contributo del gruppo Sella – attraverso Banca Sella e Banca Patrimoni Sella & C. – sponsor ufficiale della mostra.
Per la prima volta in Italia, la mostra – a cura di Cäcilia Bischoff, storica dell’arte del KHM – propone una selezione straordinaria di oltre cinquanta capolavori provenienti dalle prestigiose collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna, offrendo una panoramica di quattro secoli di pittura europea, dal Rinascimento al Barocco. Le opere, raccolte o commissionate tra il XVI e il XVIII secolo da illustri membri della dinastia asburgica – dall’imperatore Rodolfo II all’arciduchessa Isabella Clara Eugenia, dall’arciduca Leopoldo Guglielmo all’imperatrice Maria Teresa – restituiscono l’identità storica e culturale di una delle più importanti collezioni museali d’Europa.
Il percorso espositivo si apre con un riferimento all’architettura del Kunsthistorisches Museum di Vienna, progettato da Gottfried Semper e Carl Hasenauer, in relazione con Palazzo Cipolla, sede romana della mostra, attraverso la figura del suo architetto Antonio Cipolla. Attivi negli stessi decenni e interpreti della cultura storicista europea, questi architetti hanno condiviso una concezione dell’architettura come spazio pubblico capace di trasmettere valori culturali e civili.
La mostra offre un’ampia panoramica della pittura europea tra Rinascimento e Barocco e presenta capolavori di artisti come Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck, Jan Brueghel il Vecchio, Frans Hals, Jan Steen, Gerard ter Borch, Jacob van Ruisdael, Lucas Cranach, Joachim von Sandrart e Jan Liss, fino ai grandi maestri italiani Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, Guido Cagnacci. Tra le opere più attese figura il celebre ritratto dell’Infanta Margarita in abito blu di Diego Velázquez, insieme a lavori di Giuseppe Arcimboldo e David Teniers il Giovane. Particolarmente significativa è la presenza dell’Incoronazione di spine di Caravaggio.
La mostra include inoltre una sezione dedicata alla Kunstkammer, una delle più straordinarie “camere delle meraviglie” d’Europa, che restituisce l’ambizione enciclopedica e conoscitiva dei collezionisti asburgici.
Museo del Corso – Polo museale, che comprende Palazzo Cipolla e Palazzo Sciarra Colonna, si afferma come un punto di riferimento nel panorama culturale romano grazie a una programmazione capace di coniugare rigore scientifico e grandi progetti espositivi.
«Con questa mostra – afferma il Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi – rinnoviamo la nostra missione di promuovere progetti culturali capaci di leggere l’arte come spazio di incontro tra storie e tradizioni europee. Roma è una capitale delle culture e delle civiltà; è la città del dialogo e della sintesi fra le differenti identità che animano i valori dell’Europa. Questo progetto prende forma in una fase storica complessa e di trasformazione del processo di integrazione europeo: la nostra ambizione è quella di contribuire a ravvivare, anche attraverso il linguaggio della bellezza, l’idea stessa di Europa, fatta di identità diverse, ma di profondi valori comuni».
«La collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna – prosegue il Presidente Parasassi – è la dimostrazione che un museo può essere anche la casa del dialogo e dell’accoglienza, oltre che un’istituzione di conoscenza radicata nella città. Con questa mostra il Museo del Corso – Polo museale si apre ulteriormente al confronto con la città e con le grandi realtà culturali europee».
«Questa mostra rappresenta molto più di un prestito di opere d’arte eccezionali: rappresenta un dialogo culturale tra Vienna e Roma. I capolavori delle collezioni asburgiche raccontano una visione europea fondata sulla diversità, la curiosità e l’apertura intellettuale. Portare queste opere in Italia per la prima volta è una potente testimonianza della capacità duratura dell’arte di creare connessioni attraverso i secoli e i confini», aggiunge Jonathan Fine, Direttore Generale del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

