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Assolto perché il fatto non sussiste. Questo l’esito del procedimento di appello che ha prosciolto dalle accuse Roberto Razzino, funzionario del Comune di Bracciano, trascinato in tribunale da una dipendente, Antonella Paciotti, per minacce e falso.

Razzino, che attualmente detiene sempre presso il Comune di Bracciano, un incarico di Alta professionalità in materia di Responsabilità del servizio Risorse Umane e Formazione a seguito di una selezione interna, era stato accusato in particolare di aver indotto la dipendente Paciotti ad effettuare una alterazione al protocollo di un documento connesso ad un procedimento disciplinare in corso.

Razzino peraltro all’interno della macchina comunale, pur ricoprendo da anni incarichi apicali, non è mai stato responsabile del servizio protocollo.

In primo grado Razzino è stato condannato ad un anno ed 8 mesi con pena sospesa. Oggi il processo di appello che si è tenuto presso la sezione penale della Corte d’Appello di Roma lo ha assolto. La denuncia nei confronti di Razzino, da parte della Paciotti, in base alla ricostruzione processuale, venne peraltro presentata non nell’immediatezza del fatto – centrale una riunione che si è tenuta tra i funzionari interessati il 23 gennaio 2012 – ma ben 18 mesi dopo, in un periodo in cui erano in corso indagini della procura in relazione alla tenuta del protocollo.

Nel corso del procedimento Antonella Paciotti è stata difesa dall’avvocato Francesco Bianchi (legale peraltro del “cittadino” Arturo Cimaglia salito alle cronache locali per le annose questioni della vicenda La Lobbra) mentre Roberto Razzino è stato assistito dall’avvocato Andrea Mesiano.

Il procedimento restituisce a Razzino, in procinto peraltro di accedere al pensionamento, la serenità.

“Finalmente è finito un incubo durato oltre cinque anni”, commenta Roberto Razzino. “Mi è stata restituita – dice ancora Razzino – la dignità e la reputazione professionale. Un ringraziamento sincero a tutti coloro che hanno creduto in me”.

Graziarosa Villani

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Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e dell'Ortica del Venerdì Settimanale, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano.