Dancescreen

Dal 27 agosto al 25 ottobre 2026, Dancescreen in the Land torna ad abitare paesaggi naturali, siti archeologici e luoghi della cultura contemporanea con un programma che intreccia spettacolo dal vivo, formazione, ricerca, residenze artistiche e creazione coreografica.

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival sviluppa un percorso dedicato al dialogo tra corpo, patrimonio e territorio, trasformando luoghi di straordinario valore storico e paesaggistico in spazi di incontro tra artisti, comunità e pubblico.

Il tema dell’edizione, Respiro al Centro, invita a riscoprire il respiro come gesto originario che mette in relazione il corpo con l’ambiente, il movimento con la memoria e la presenza individuale con la dimensione collettiva. Tra Bracciano, il Parco Archeologico dell’Appia Antica e Roma, la danza contemporanea diventa così uno strumento per rileggere il paesaggio e costruire nuove forme di esperienza culturale.

L’edizione 2026 si sviluppa come un itinerario attraverso differenti eredità culturali. Dalle tracce custodite nei paesaggi archeologici alle genealogie della danza contemporanea, dalla grande letteratura alla musica, ogni tappa del Festival custodisce un patrimonio di pratiche, visioni e linguaggi che viene restituito al presente attraverso la creazione artistica. Il patrimonio non è raccontato come memoria immobile, ma continuamente reinterpretato attraverso il corpo, l’incontro e la partecipazione.

Il Festival prende avvio dal 27 al 30 agosto a Borgo Acqua Paola, a Bracciano, con Creation in the Land, ritiro creativo immersivo dedicato alla relazione tra danza e paesaggio. Guidati dagli interpreti della Hofesh Shechter Company Attila Rónai, Justine Gouache e Oscar Jinghu Li, performer e danzatori esploreranno nuove possibilità di movimento e creazione attraverso una pratica intensiva che culminerà in una restituzione pubblica aperta agli spettatori del Festival.

Ad affiancare il workshop sarà la residenza artistica del coreografo Filippo Buonamassa, insieme ai danzatori della compagnia ResExtensa, impegnati nello sviluppo di una nuova produzione destinata alla piattaforma NID e alla circuitazione internazionale. Un’occasione per osservare da vicino il processo creativo di una compagnia professionale e il dialogo tra formazione e produzione artistica.

Le serate di Bracciano accompagneranno il percorso del workshop con quattro spettacoli che riflettono, da prospettive differenti, sul tema del viaggio, della relazione e dell’eredità. Il Festival si aprirà con L’Altro, interpretato da Moreno Guadalupi per ResExtensa, una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività che intreccia danza contemporanea e house dance. Seguiranno Odissea – Naufragi dell’Anima della Luna Dance Theater, rilettura contemporanea del viaggio di Ulisse come metafora della ricerca di sé, ed Echoes of the King del collettivo Lunatics, omaggio all’eredità artistica di Michael Jackson attraverso i linguaggi dell’urban dance contemporanea.

Il 30 agosto il percorso si concluderà con la restituzione pubblica di Creation in the Land, preceduta dall’esibizione del Coro Polifonico di Bracciano, diretto dalla maestra Martina Paciotti, con il maestro Andrea Bosso al pianoforte. Un momento che restituisce al pubblico il dialogo costruito nei giorni di residenza tra formazione, creazione e paesaggio, inaugurando simbolicamente il viaggio del Festival attraverso le diverse eredità culturali che ne attraversano l’intera programmazione.

Nel mese di settembre il Festival approda nel Parco Archeologico dell’Appia Antica, dove spettacoli, happening, performance site-specific e pratiche partecipative si intrecciano con percorsi di scoperta del territorio. Prima degli appuntamenti serali, il pubblico sarà accompagnato in passeggiate archeologiche guidate dall’archeologa Lavinia Venturi, attraversando storia, paesaggio e patrimonio. Il cammino diventa così parte integrante dell’esperienza artistica: un tempo condiviso che prepara lo sguardo, invita all’ascolto e mette in relazione il corpo con la memoria dei luoghi.

In questo contesto il patrimonio archeologico dialoga con alcune tra le più significative esperienze della scena contemporanea italiana.

Il percorso si apre con ZERO•POINT•SEVEN di MP3 Dance Project, una riflessione sul rapporto tra corpo, tempo e percezione che invita ad abitare una dimensione sospesa, in sintonia con il paesaggio dell’Appia Antica. A seguire, Luci e Ombre dell’Accademia Nazionale di Danza, Suggestioni Shakespeariane di Ricky Bonavita / Excursus e Acqua Madre di ResExtensa esplorano, attraverso linguaggi differenti, il rapporto tra memoria, natura, presenza e patrimonio culturale.

L’universo di William Shakespeare costituisce uno dei fili conduttori dell’edizione 2026. Dai personaggi di Otello, reinterpretati in Lust Duet di Artemis Danza, alle Suggestioni Shakespeariane di Ricky Bonavita, fino alle altre creazioni ispirate al teatro del Bardo, il Festival attraversa temi come il desiderio, il potere, la gelosia e la trasformazione, mostrando come la grande letteratura continui a vivere attraverso il linguaggio della danza contemporanea.

Cuore della sezione dedicata all’Appia è Happening, Again!, progetto ideato da Gabriella Stazio per Movimento Danza, che raccoglie e riattiva l’eredità del Judson Dance Theater e della successiva esperienza della Grand Union, esperienze fondamentali nella nascita della danza postmoderna americana. Attraverso happening, pratiche di improvvisazione, composizione istantanea, task e score, il progetto non ricostruisce quella stagione artistica, ma ne restituisce la natura viva, trasformando ogni incontro in un evento irripetibile costruito nel dialogo tra performer, spettatori e luogo.

In ideale corrispondenza tra la Judson Memorial Church di New York e la Chiesa di San Nicola de’ Caetani sull’Appia Antica, il patrimonio storico diventa parte attiva della creazione contemporanea. La memoria non viene evocata come testimonianza del passato, ma continuamente attraversata con il corpo e l’esperienza condivisa.

Dopo aver “attraversato” il paesaggio, la memoria e le pratiche partecipative, il Festival prosegue a Roma, dove la riflessione si concentra sulle grandi genealogie della danza contemporanea internazionale e sulla trasmissione dei linguaggi che hanno trasformato il modo di concepire il corpo e la composizione coreografica.

Il percorso prosegue a Roma, tra gli spazi della Fornace del Canova, del Teatro Ruskaya e del Teatro Vascello, dove il Festival concentra la propria attenzione sulle genealogie della danza contemporanea internazionale e sulla trasmissione dei grandi linguaggi coreografici che hanno trasformato il modo di concepire il corpo, il movimento e la composizione scenica.

Cuore di questa sezione è Geografie del Corpo, progetto internazionale di formazione e ricerca promosso da Canova22 con MP3 Dance Project, articolato tra workshop, performance, talk e restituzioni pubbliche. Guidati da Attila Rónai, Pau Aran Gimeno, Michele Pogliani e Riccardo Meneghini, i partecipanti saranno invitati ad attraversare le pratiche e le visioni artistiche di Hofesh Shechter, Pina Bausch, Carolyn Carlson e Lucinda Childs, figure che hanno profondamente trasformato la storia della danza contemporanea.

Più che un semplice percorso formativo, Geografie del Corpo diventa uno spazio di incontro tra generazioni artistiche differenti, dove la memoria della danza viene continuamente vissuta attraverso la pratica, la ricerca e la creazione contemporanea.

Ad accompagnare il progetto saranno gli spettacoli internazionali Street Tale di ARB Dance Company, ispirato al pensiero di Homo Ludens di Johan Huizinga e dedicato al gioco come origine della relazione, della creatività e dell’esperienza umana; Burden di Attila Rónai, Seeking the Truth di Pau Aran Gimeno,Etude 18 di Michele Pogliani, The Seventh Man di Riccardo Meneghini, e Speechless di Heung Won Lee, lavori che, attraverso poetiche e linguaggi differenti, esplorano il corpo come luogo di memoria, trasformazione e incontro con l’altro.

Glass/Études di MP3 Dance Project, progetto internazionale nato dalla collaborazione con Lucinda Childs e dedicato all’universo musicale di Philip Glass. Attraverso il dialogo tra danza, musica dal vivo e arti visive, la creazione restituisce l’eredità della ricerca minimalista americana mettendola in relazione con artisti provenienti da differenti culture, confermando la vocazione internazionale del Festival.

Il percorso trova infine il suo compimento negli spazi della Fornace del Canova con Collodi – L’Ombra e la Grazia, nuova produzione di Canova22, ResExtensa e MP3 Dance Project, presentata in prima assoluta il 4 giugno 2026 presso l’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli e ora inserita nel programma del Festival come naturale conclusione del percorso dedicato alle eredità culturali. Nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, lo spettacolo rilegge Pinocchio come figura capace di interrogare il presente, attraversando i temi della disobbedienza, della caduta e della trasformazione. Attraverso danza, parola, immagine e suono, la produzione mette in dialogo memoria, identità e contemporaneità, restituendo il celebre racconto come metafora del difficile percorso verso la costruzione della propria umanità.

Con Respiro al Centro, Dancescreen in the Land conferma la propria identità come piattaforma internazionale dedicata alla ricerca artistica contemporanea, capace di mettere in dialogo patrimonio, paesaggio e creazione. Dalle rive del lago di Bracciano alle vestigia dell’Appia Antica, fino agli spazi della ricerca contemporanea a Roma, il Festival costruisce un itinerario in cui ogni tappa custodisce un’eredità diversa — archeologica, coreografica, musicale, letteraria e paesaggistica — e la restituisce al presente attraverso il corpo, il movimento e l’esperienza condivisa.

Più che una rassegna di spettacoli, Dancescreen in the Land propone un’esperienza culturale che invita artisti, cittadini e pubblico ad abitare i luoghi con uno sguardo nuovo, riconoscendo nel movimento uno strumento di conoscenza, relazione e partecipazione. È in questo continuo dialogo tra memoria e creazione contemporanea che il patrimonio torna a essere vivo: non come testimonianza immobile del passato, ma come materia condivisa, capace di generare nuove comunità, nuove visioni e nuove possibilità di immaginare il futuro.

Dancescreen

DANCESCREEN IN THE LAND 2026

Bracciano • Parco Archeologico dell’Appia Antica • Roma

27 agosto – 25 ottobre 2026

Sito web: Associazione Canova 22 | La fornace della creatività

Instagram: @canova22

Facebook: Canova22

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210