Oggi la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha richiesto il giudizio immediato nei confronti di Claudio Agostino CARLOMAGNO per il reato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio, occultamento e vilipendio di cadavere nei confronti di Federica Torzullo.
In particolare, l’Ufficio del P.M. di Civitavecchia, nel rispetto dell’art. 358 del codice di procedura penale che impone al pubblico ministero di raccogliere prove anche in favore all’indagato, ha proceduto all’interrogatorio dell’indagato in ben due distinte circostanze, tre considerando quello reso innanzi al Gip, per consentirgli la lettura alternativa delle evidenze probatorie man mano emerse nel corso delle indagini preliminari.
Nel corso degli interrogatori Carlomagno ha fornito la sua ricostruzione confessando l’omicidio d’impeto di Federica Torzullo, aggravato dal rapporto di coniugio, per ragioni legate alla perdita del figlio minore ma non il femminicidio, e cioè l’eliminazione della vittima perché irremovibile nella decisione già presa: non intendeva continuare a mantenere il legame affettivo e tra Capodanno e l’Epifania Federica è passata ai fatti, serrando i tempi e indicando la data del nuovo progetto di vita da separati.
Anche gli elementi raccolti successivamente al rinvenimento del cadavere di Federica escludono il dolo d’impeto e ammettono la premeditazione: la comfort zone per Carlomagno – per il quale si chiede giudizio immediato – e la melina messa in campo (troverò una sistemazione abitativa alternativa) avevano i giorni contati. L’ultimatum ricevuto non ammetteva repliche: serviva rompere gli indugi eliminando quello che ormai era diventato un ostacolo concreto (Federica aveva fatto e faceva sul serio) con il suo nuovo progetto di vita: avrebbe dovuto lasciare Federica e la casa coniugale rischiando l’affido esclusivo del figlio minore alla madre.
Gli esami specifici condotti (esame autoptico, consulenze forensi e biologiche) collocano la consumazione dell’omicidio la sera dell’8 gennaio e le prime ore del 9 gennaio 2026.
La richiesta di giudizio immediato attinge Carlomagno ancora in stato di custodia cautelare, misura ancora in corso e per la quale non è stato proposto incedente al Tribunale del Riesame di Roma.
Lo stato del procedimento penale in corso rilascia, comunque, sullo sfondo un soggetto attinto da sola gravità indiziaria, in attesa di sviluppare pienamente il loro diritto di difesa, impregiudicata la sua innocenza sino a sentenza definitiva di condanna.
La diffusione è dettata dal risalto mediatico ricevuto dalla vicenda e favorire il diritto di cronaca fondato su fatti e circostanze vagliate dall’Autorità Giudiziaria (P.M. e Gip di Civitavecchia, anche perché proprio nel circondario di Civitavecchia si è verificato il primo caso di femminicidio in Italia di nuovo conio.
In ossequio anche alla recente delibera del CSM del 10 giugno 2026, il presente comunicato intende salvaguardare sia il principio della presunzione d’innocenza sia la protezione reputazionale della persona e costituisce l’aggiornamento delle informazioni già rese in occasione di precedenti comunicati stampa.
