Torna Brave, la maratona di 24 ore di beach waterpolo che ha raccolto centinaia di adesioni, rendendo l’appuntamento sul lago di Bracciano davvero unico. Se lo scorso anno l’esperienza è stata bellissima, quest’anno sarà da vivere lungo tutta l’estate.
Per il terzo anno Brave cambia formula. Non un evento solo, ma una serie di tappe, questo per dar la possibilità a molte persone di poter partecipare. Il primo appuntamento è il 4 e 5 luglio sempre a Bracciano nella consueta e classifica formula delle passate edizioni. Poi il 15 luglio sempre sulle sponde del lago e la formula “Young” con tanti giovani a sperimentare il gioco per 24 ore. Il 5 e 6 settembre gli organizzatori mettono in calendario la tappa di Terracina. Arriveranno da ogni parte d’Italia e d’Europa, Olanda, Francia, Spagna. Ogni squadra che si iscriverà potrà esser composta al massimo da 1 giocatore di A1 o due di A2, all’interno dovrà avere due ragazze con una fissa in acqua e un amatore.
“Il nostro è un progetto che guarda oltre la parte sportiva, la nostra mission è la promozione di questo sport che non si gioca più purtroppo d’estate e l’inclusione – dice Alessandro Mele, Direttore Generale della Beach Waterpolo League -. Mi piace sottolineare che la prima squadra iscritta è paralimpica e viene da Firenze, diciamo che l’aspetto tecnico è secondario. Lo scorso anno è stato davvero un bel successo, lo hanno testimoniato i numeri e anche l’organizzazione. Puntiamo al coinvolgimento delle persone che praticano questo sport e anche ai giovani, infatti abbiamo riservato una tappa specifica. Brave siamo convinti essere vincente, da esportare anche fuori i confini nazionali.
Il ringraziamento va a tutti i nostri partner, Decathlon e Sinergica srl, ai Vigili del Fuoco fluviali, parte del nucleo Speleo-Alpino-Fluviale (SAF), per la sicurezza in acqua. Saranno parte attiva perché parteciperanno con una squadra. Un grazie al Municipio XV. I numeri? Obiettivo superare i 180 iscritti dello scorso anno”.
Se qualcuno non avesse ancora una squadra o non riuscisse a formarla, non c’è problema si aggrega ad altri ragazzi e gioca. È questo il bello.


