Nota dell’opposizione a Bracciano: “Assenza forzata, ma confronto inesistente: il sindaco Crocicchi impari l’ascolto prima di dare lezioni sulla democrazia”
Abbiamo letto con stupore le recenti dichiarazioni del sindaco Crocicchi. È singolare vederlo oggi nelle vesti di paladino del “confronto democratico”, proprio lui che da anni sembra ignorare sistematicamente ogni osservazione che provenga dai banchi della minoranza. Innanzitutto, è necessaria una precisazione sui fatti: le sedutè consiliari non sono concordate, ma avvengono per convocazione della maggioranza dai cinque ai tre giorni prima della data prefissata. Può
dunque accadere (ed è la prima volta in cinque anni!) che per una sfortunata coincidenza, i consiglieri siano impossibilitati a partecipare. Un caso isolato, una circostanza che non si era mai verificata prima è che non dovrebbe essere strumentalizzata per fini politici. E’ facile parlare per chi, dall’altra parte della barricata, non viene convocato improvvisamente, ma gestisce e concorda la data buona ed utile per tutti. E comunque la minoranza è stata rappresentata, in quanto un consigliere era presente, seppure non sia riuscito ad arrivare ad inizio adunanza. Oltretutto, ci teniamo a palesarlo, ciascuno di noi ha debitamente inviato a mezzo pec al Presidente del Consiglio il preavviso di forzata assenza: se il sindaco avesse davvero tenuto ad un confronto avrebbe potuto spostare la seduta.
Ma la verità è tutt’altra e quanto accaduto ci offre l’occasione per ribadirla: la nostra presenza in aula, purtroppo, è resa spesso vana da un’amministrazione che scambia il Consiglio comunale per un ufficio firme. Partecipare a una seduta di Consiglio non dovrebbe significare solo alzare una mano, ma poter dialogare è collaborare sulle scelte che riguardano il futuro di Bracciano. Purtroppo, l’esperienza ci insegna che, anche quando siamo presenti e propositivi, il confronto non è mai costruttivo.
Le nostre critiche e i nostri suggerimenti vengono sistematicamente ignorati o calpestati da chi considera la democrazia una mera ratifica tardiva di decisioni prese altrove. Prendiamo temi cruciali come l’aggiornamento cartografico del PRG o le procedure di somma urgenza: sono argomenti tecnici e delicatissimi, che meriterebbero uno studio condiviso nelle commissioni e un coinvolgimento reale, non una “consegna” di documenti a pochi giorni dal voto per una votazione proforma. Portare in aula delibere già “pacchettizzate” pretendendo che l’opposizione faccia da comparsa non e democrazia, e arroganza istituzionale. D’altronde questo non e che il reiterarsi di pregressi atteggiamenti spocchiosi. Lo abbiamo visto con il progetto di rigenerazione urbana del lungolago: nel 2023 il confronto in aula ci fu eccome e noi indicammo con precisione tutte le gravi inesattezze procedurali e progettuali, preavvisando sui rischi di stallo. Ma l’Amministrazione scelse di tirare dritto sdegnandoci e oggi i cittadini ne pagano le conseguenze. Un cantiere che doveva essere chiuso già nel 2024 e ancora catastroficamente aperto, con un progetto per la realizzazione delle nuove strade di penetrazione e dei nuovi parcheggi ancora in attesa dell’approvazione in deroga da parte della Regione. e lo stesso sta accadendo adesso con la Delibera di approvazione del Regolamento per l’istituzione e la disciplina della ZTL al Lungolago, punto peraltro inserito nell’ordine del giorno della seduta consiliare solamente 24 ore prima dell’adunanza e soprattutto senza aver prima risolto i nodi dei parcheggi e della viabilità di penetrazione, con grave danno per le attività commerciali e per i residenti, oltre che per gli utenti. In conclusione, se il sindaco vuole davvero un confronto, non aspetti che i consiglieri siano fisicamente in aula per invocarlo. Impari a coinvolgere le minoranze quando le decisioni si prendono, non quando bisogna solo convalidarle. Noi continueremo a fare il nostro lavoro, ma non siamo disposti a fare da figuranti in un metodo di gestione della cosa pubblica che non lascia spazio all’ascolto vero.
