bosco

Il cammino è al centro di questo nuovo componimento poetico di Vincenzo Parisi ispirato al bosco. Un percorso che ci riporta alla madre terra lontano da “un mondo di plastica”.

Vorrei camminare nel bosco…

Dove sono e dove vorrei essere
Non e volontà è costrizione
Esco passeggio, in una città, migliaia di persone si sfiorano. Senza guardarsi. Lo sguardo rivolto al basso. Il cielo non lo guarda più nessuno.
La malinconia mi assale
Mi fermo seduto a terra appoggiato ad un albero l’unica cosa che mi riconduce alle vibrazioni della terra.

Chiudo gli occhi. Rivedo il bosco dei nonni, lì vicino al lago.
I ricordi mi danno sollievo e malinconia, tanta malinconia.
Una lacrima scende lungo le gote.
Voglio andare via tornare al bosco
passeggiare in esso.
Calpestare la terra a piedi nudi
Sentire vibrazioni arcaiche, dimenticate sostitute da gomma e asfalto.
Siamo scollegati dalla madre terra, scollegati dall’universo che che con perfezione maniacale ripete tutto ogni giorno regalandoci emozioni positive.
Continuo a passeggiare nel bosco.
Il sole filtra tra le foglie degli alberi e disegna a terra riflessi luminosi caricando la terra di energia scaldandola.
Come padre affettuoso verso le proprie creature.Piccoli animali saltellano fra le fronde nel loro mondo.
Appagano di canti deliziosi ,che meraviglia. Voglio tornare li.
Fiori non coltivati perfetti nelle loro forme con colori smaglianti e profumi veri.
Tutto qui è vero
tutto creato da madre terra,
Che nonostante il disprezzo umano ci regala meravigliose emozioni, senza rancore,
facendoci vergognare
del nostro agire.
Colori diversi
ad ogni periodo astrale
ci deliziano occhi ed anima.
Cammino piano per godere di ogni evento per non disturbare perché sono ospite,gradito, ma ospite.
Unico rumore permesso lo scricchiolio delle foglie a terra, che non sono li morte a caso ma creano l’humus per la ricrescita.
Qui tutto non è un caso
Camminare lentamente
Nel vero mondo non quello di ogni giorno.
Qui la natura è padrona.
Passeggiando si percepisce un equilibrio perfetto che emana vibrazioni piacevolmente benefiche.
Ci si sente parte di un tutto.
Incredibilmente non ti senti solo.
La natura e tua e tu sei natura.
Toglierei le scarpe per sentire la terra, che non è materia morta, assente ma trasmette impulsi impercepibili.
Mi guardo intorno,
Abbraccio il mio amico albero.
Che come antenna verso il sole trasferisce energia alla terra ed a noi se l’abbracciamo.
Tutto ciò lo puoi godere solo passeggiando lentamente nel bosco, non c’è gara qui.
Qui c’è l’elogio della lentezza.
Fermandoti dalla frenesia del quotidiano
Apprezzando semplicemente il creato, semplicemente passeggiando, piano.

Il creato che distrattamente non vediamo, perché assorti da immagini finte.
Da un mondo di plastica.
Ritornerò qui a passeggiare per non perdere quelle sensazioni che solo solo può darci.
Improvvisamente apro gli occhi
E mi trovo qui ancora in un mondo di plastica.
Ma tornerò a passeggiare nel bosco a riprendermi le sensazioni che ci hanno tolto.

Vincenzo Parisi

Marzo 2026

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210