Gratta

La Procura Regionale della Corte dei conti del Lazio ha contestato un danno erariale superiore ai 25 milioni di euro a cinque ex dipendenti di una società concessionaria dello Stato per il gioco “Gratta e Vinci”.

Gli accertamenti contabili — condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma sotto la direzione del Sostituto Procuratore Generale Eleonora Lener — sono scaturiti dalle indagini penali su una truffa ai danni dello Stato. Secondo quanto emerso, alcuni dipendenti “esperti informatici”, sfruttando le proprie credenziali d’accesso, avrebbero manipolato i server della concessionaria attraverso un software appositamente sviluppato.

Questo sistema permetteva di individuare preventivamente i biglietti vincenti presso le varie ricevitorie, che venivano poi acquistati da parenti e amici dei truffatori.

In condizioni normali, gli importi derivanti dalla vendita dei “Gratta e Vinci” vengono versati dalla società concessionaria all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tali somme costituiscono l’utile erariale lordo, ovvero l’importo delle riscossioni al netto delle spese, che include anche le vincite non reclamate.

Nel caso in esame, la società concessionaria — del tutto ignara degli artifizi posti in essere dagli indagati — ha erogato premi milionari corrispondenti ai biglietti vincenti illecitamente individuati e incassati tramite terzi.

Tali vincite hanno causato una ingiusta riduzione del patrimonio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, poiché i premi di quei biglietti, se non fossero stati manipolati, sarebbero rimasti nelle casse dello Stato.

Al danno patrimoniale è stato inoltre sommato il danno all’immagine subito dall’Amministrazione pubblica a causa della vicenda. Sulla base di questi elementi, la Procura regionale ha emesso un invito a dedurre per un danno erariale complessivo di 25.067.224,00 euro nei confronti delle persone coinvolte.

In virtù del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità amministrativa dei soggetti coinvolti sarà definitivamente accertata solo in caso di una sentenza di condanna da parte del Giudice contabile.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210