Ancora un sabato di lutto ad Anguillara dove per il 7 febbraio la chiesa Regina Pacis tornerà a gremirsi per l’ultimo saluto a Federica Torzullo, la donna di 41 anni massacrata dal marito reo confesso, Claudio Carlomagno, in carcere a Civitavecchia. Dopo le esequie di Pasquale Carlomagmo e Maria Messenio, genitori dell’arrestato, trovati impiccati ne portico della loro casa Anguillara cercherà di chiudere un doloroso capitolo. Anche se le indagini condotte dal procuratore Alberto Liguori vanno avanti. Restano aperte alcune questioni. Carlomagno è stato aiutato qualcuno? Dov’è l’arma del delitto. Già il 17 gennaio giorno del ritrovamento nel campo adiacente la sede operativa della ditta del corpo di Federica occultata in una fossa, il procuratore metteva in evidenza numerose incongruenze.
Nella nota si pone in evidenza che rispetto al 9 gennaio “non è vero che di mattina non abbia fatto ritorno a casa dal lavoro in quanto le telecamere lo immortalano mentre vi fa rientro”. “Non è vero che ha trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell’autovettura utilizzata in posti diversi.
E’ vero, invece, che – si specifica – Federica non esce da casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e che invece l’indagato lo farà giorno 9 gennaio alle 7,30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi far rientro in casa, differentemente da quanto sostenuto dal Carlomagno quando ha affermato che in casa non aveva fatto rientro nonostante avesse tentato di farlo convinto di avervi lasciato il portafoglio; b) il cellulare di Federica non è stato ancora trovato; c) l’indagato si porta sul posto di lavoro presso la ditta familiare trasportando con la sua macchina il corpo di Federica che, nel frattempo, aveva già ucciso in casa tra la ultime ore dell’8 gennaio e le prime luci del 9 gennaio: lo testimoniano: 1) il cellulare dell’indagato e quello di Federica
sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito; 2) all’interno della macchina sono state repertate tracce di sangue, compreso il bagagliaio e varie tracce biologiche nel vano dell’auto; 3) tracce di sangue sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti”.
