Riondino

Chi è Davide Riondino? Un attore? Un cantastorie? La risposta, nel corso di una intervista improvvisata sul posto, fu “sono uno che se la canta e se la suona”. Oggi il mondo della cultura lo piange. Muore a 73 anni. Il 31 marzo alle 11 estremo saluto alla chiesa degli artisti di Piazza del Popolo. Il Parco di Bracciano-Martignano lo chiamò per l’evento celebrativo del ventennale che si tenne al castello di Bracciano nel 2019. Improvvisatore di razza intrattenne la platea su leggende e storie locali, tratte da pubblicazioni del territorio. Tra le tante, gli piacque la storia di Canipò, un personaggio locale, una sorta si pierino anguillarino estrapolandole dalle memorie di Romano Montori ne I Tempi di Tempesta.  Con lui scompare uno degli ultimi cultori dell’ottava rima. Se ne va un giullare moderno capace di guardare il mondo con una sana ironia.

La sua scomparsa ha colpito molti. Molto sentito il ricordo del Club Tenco.


Ci ha lasciato anche David Riondino.

Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso.

Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso.

In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis.

Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni.

Indimenticabili restano non solo le sue partecipazioni ufficiali, ma anche la sua generosa disponibilità nei momenti più informali: capace di salire sul palco con naturalezza anche durante i cambi scena, accompagnando il pubblico con racconti, improvvisazioni e riflessioni. Di straordinaria abilità i suoi interventi nelle ardue sfide in ottava rima toscana con Benigni e Guccini.

Il suo percorso si è intrecciato più volte con quello del nostro presidente, Sergio Staino, e del nostro direttore artistico Sergio Sacchi, con i quali ha condiviso mille avventure intellettuali, dalla nascita del periodico satirico “Tango” alla collaborazione con la filiale catalana del Tenco “Cose di Amilcare”, al festival della canzone satirica “Dallo Shamano allo Showman” in val Camonica.

Là dove è andato ora si troverà in buona compagnia. E forse arriveranno anche le ballerine.

Ma a noi mancherà, tanto.

Sit illi terra levis.

 

Ricorda Davide Riondino anche la Regione Emilia Romagna

In una nota il presidente de Pascale e dell’assessora Allegni esprimono cordoglio per la scomparsa di David Riondino: “Figura centrale della cultura italiana, intellettuale curioso e poliedrico. L’Emilia-Romagna perde un amico illustre che ha portato la sua arte in molti festival del territorio”.

L’artista scomparso oggi a Roma all’età di 73 anni, è stato anche direttore artistico de ‘Il Giardino della Poesia’ a San Mauro Pascoli (FC) e del ‘Festival del Mare’, crocevia di racconti e musica lungo l’Adriatico.

“Ci lascia una figura centrale della cultura italiana, un intellettuale curioso e poliedrico che ha spaziato tra musica, teatro, televisione, letteratura con la sua satira, mai banale. E l’Emilia-Romagna perde anche un amico, un artista che ha saputo abitare le piazze, i teatri e i borghi della nostra regione, col suo talento, tenendo insieme tradizione letteraria e spirito popolare”.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni, esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di David Riondino, l’artista fiorentino scomparso questa mattina nella sua casa di Roma, a 73 anni. Cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista, Riondino è stato anche ideatore e direttore artistico de “Il Giardino della Poesia” a San Mauro Pascoli (FC) e del Festival del Mare, crocevia di racconti e musica lungo l’Adriatico.

“I suoi cicli di letture illustrate su D’Annunzio, Scotellaro, Ovidio, Kazanzakis, il legame profondo con le bande storiche dell’Emilia-Romagna, con i teatri emiliani, da Reggio Emilia, a Modena, a Parma. Riondino ha portato la sua arte in molti festival del territorio contribuendo ad aumentarne prestigio e valore. Grazie per l’affetto dimostrato alla nostra regione, che resterà a lungo come patrimonio della nostra cultura”.

 

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210