Intrecci

Ad Intrecci di Cori esordio in pubblico del coro dell’INAPP, nato nel 2024 su iniziativa spontanea di un piccolo gruppo di dipendenti dell’Ente guidati dalla collega Pierangela Ghezzo

Programma di brani frizzante e variegato quello del concerto di sabato 13 giugno ad Anguillara, nella splendida chiesa di San Francesco, dove si sono esibiti, prima da soli e poi tutti insieme, i cori polifonici di Anguillara e Bassano assieme al neonato gruppo corale dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche di Roma, diretti rispettivamente da Daniele Moroni, Ennio Francesconi e Pierangela Ghezzo.

Con la loro divisa multicolore, appropriata al repertorio musicale eseguito, i cori hanno cantato brani moderni e contemporanei, dal popolare romano Nannì a Sicilia bedda, dal blues allo swing di Sing sing sing, con una “puntatina” nel classico a cappella rinascimentale (Tourdion) e nel repertorio rossiniano (Carnevale di Venezia).

Energia ed entusiasmo hanno caratterizzato l’esordio in pubblico del coro dell’INAPP, nato nel 2024 su iniziativa spontanea di un piccolo gruppo di dipendenti dell’Ente guidati dalla collega Pierangela Ghezzo – per tanti anni direttrice del coro Diapason amici della Musica di Anguillara – con l’intento di trascorrere in relax un’oretta a cavallo della pausa pranzo cantando insieme. Oggi i coristi sono 32, cui si aggiungeranno nuove leve proprio a seguito del successo di questo primo concerto. Da segnalare l’inserimento di questa iniziativa – caso raro nell’ambito di un’amministrazione pubblica – nel Piano delle attività dell’Istituto quale buona pratica per il benessere organizzativo ed il team building, con suo conseguente riconoscimento all’interno dell’orario di lavoro. 

Dal 2022 il Center Chorus di Bassano ed il coro Diapason di Anguillara sono invece protagonisti di gemellaggi “sistematici”, anche con altri gruppi, per realizzare progetti musicali importanti, partecipando a rassegne ed eseguendo opere di un certo rilievo, tra tutti il Requiem di Mozart, il Gloria di Vivaldi e, prossimamente, i Carmina Burana di Orff. 

Purtroppo, le iniziative di coralità amatoriale come quella di Anguillara sono lasciate all’iniziativa e buona volontà dell’associazionismo locale, ed è sempre più difficile vedere i giovani partecipare a questi progetti, da protagonisti o anche solo da semplici ascoltatori. Diversamente da quanto avviene nel Nord Europa, in Italia la musica a scuola non si studia, nei casi più virtuosi è un’attività extracurricolare lasciata all’iniziativa del singolo istituto. Il sostegno delle istituzioni è sporadico nella migliore delle ipotesi, laddove non completamente assente. Tutto questo è inconcepibile in un Paese di grande tradizione musicale come il nostro. Alle norme e ai provvedimenti che di tanto in tanto tornano alla ribalta non si riesce a dare seguito. L’introduzione della musica pratica nella scuola per tutti gli studenti, a cominciare da infanzia e primaria, prevista nella legge sulla Buona Scuola  (L.107/2015), ad esempio, è rimasta inattuata, arenatasi  per le stesse criticità segnalate per il recente progetto di legge 2392 sull’introduzione dell’insegnamento curricolare dell’educazione musicale negli asili nido e nelle scuole di ogni ordine e grado, presentato alla Camera alcune settimane fa: per la sproporzione tra la mole dell’intervento e le risorse stanziate, per la carenza di docenti specializzati e l’inadeguatezza o assenza di spazi dedicati nelle scuole.

Eppure, se come dimostrato scientificamente l’esposizione musicale precoce stimola la plasticità cerebrale, potenzia le aree deputate al linguaggio, alla memoria, alle abilità matematiche e spaziali; se nel coinvolgere amigdala e ippocampo la musica aiuta a riconoscere ed elaborare le emozioni, a favorire il senso di appartenenza, il rispetto reciproco e l’autostima, la disciplina le capacità comunicative; se quindi la pratica musicale apporta benefici trasversalmente, potenziando le competenze cognitive e sociali, forse vale davvero la pena investire di più su questa disciplina finora così bistrattata.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210