Veil

Torna a Bracciano il 22 marzo alle 18.30 al Teatro Delia Scala “Dimmi donna” con un nuovo appuntamento: “Simone Veil” di Olivier Dahan

“Lo dico con tutta la mia convinzione: l’aborto deve restare l’eccezione, l’ultima risorsa per situazioni senza via d’uscita”. Era il 29 novembre 1974 quando il parlamento francese, sulla forza di queste parole di Simone Veil, approvò la legge sull’aborto, che sarebbe entrata in vigore nel 1975.

Una spinta ai diritti delle donne che consentì di legalizzare l’interruzione della gravidanza via via in altri Paesi: in Italia nel 1978, in Spagna nel 1985, in Portogallo nel 2007, in Irlanda nel 2018. Anche in Italia si è fatta strada la convinzione che nessuna donna ricorre all’aborto con leggerezza, anche se ancora oggi questo diritto di autodeterminazione è ostacolato dal fenomeno della cosiddetta “obiezione di coscienza”: secondo il Ministero della Salute, il 65 per cento dei ginecologi, il 40 per cento degli anestetisti e il 35 per cento degli infermieri italiani si dichiarano obiettori, e si astengono dalle prestazioni mediche relative all’interruzione della gravidanza.

In questa situazione, la Legge 194 del 1978, a distanza di quasi cinquant’anni continua a trovare ostacoli alla sua applicazione. Dopo i temi su  disparità salariale, violenza sessuale, “Dimmi donna – le protagoniste del plurale femminile” con questa iniziativa affronta un altro tema della condizione femminile. L’appuntamento è domenica 22 marzo alle 18,30 con “Simone Veil, la donna del secolo”, film di Olivier Dahan, con Elsa Zylberstein, distribuito da Rai Play. La storia straordinaria di una donna sopravvissuta agli orrori di Auschwitz, che ha saputo trasformare il dolore in impegno politico.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210