“I cittadini di via Cupetta del Mattatoio aspettano ancora una soluzione”: intervento di Luca Testini
“Dopo lo smottamento del terrapieno – commenta Testini – la strada resta compromessa e le famiglie vivono nell’incertezza. Il Comune ha firmato un’ordinanza, ma non è ancora intervenuto direttamente per ripristinare la sicurezza e la piena accessibilità della zona. C’è una grande differenza – aggiunge – tra amministrare e limitarsi a firmare ordinanze. La vicenda dello smottamento di via Cupetta del Mattatoio dimostra purtroppo che l’attuale
amministrazione comunale sembra aver scelto la strada più semplice: quella della carta. Il sindaco ha firmato un’ordinanza con cui si impone ai proprietari dei terreni di provvedere alla messa in sicurezza del costone franoso. Un atto formalmente corretto, senza dubbio. Ma la domanda che molti cittadini si pongono è un’altra: nel frattempo il Comune cosa sta facendo per garantire la sicurezza e la normalità della vita quotidiana in quella zona? Perché mentre gli uffici notificano atti e attendono relazioni tecniche, la realtà è molto più concreta: una strada chiusa o fortemente limitata, famiglie che vivono con disagi evidenti e un quartiere che si trova improvvisamente più fragile e isolato.
Chi abita in quell’area – osserva Testini – si trova oggi con una viabilità compromessa e con una preoccupazione che
non può essere sottovalutata: in caso di emergenza, i mezzi di soccorso potrebbero incontrare difficoltà nel raggiungere rapidamente le abitazioni. Quando sono in gioco la sicurezza delle persone e l’accessibilità delle case, un’amministrazione responsabile non può limitarsi a trasferire il problema ai privati e attendere che i tempi tecnici
facciano il loro corso.
Il Testo Unico degli Enti Locali consente infatti ai Comuni, in presenza di situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, di intervenire anche in via sostitutiva: realizzare gli interventi urgenti e successivamente rivalersi sui proprietari per il recupero delle spese sostenute. È una prassi amministrativa ben conosciuta: prima si mette in sicurezza il territorio, poi si regolano i conti.
Qui invece – commenta Testini – sembra prevalere una logica diversa: attendere verifiche, relazioni tecniche e incarichi
privati. Nel frattempo però i cittadini aspettano di poter tornare a vivere normalmente, senza sentirsi ostaggi di una situazione che richiederebbe decisioni rapide e concrete. Un Comune non può limitarsi a registrare un problema. Deve assumersi la responsabilità di risolverlo, soprattutto quando riguarda la sicurezza delle persone.
La sicurezza delle famiglie di Bracciano non può essere affidata esclusivamente ai tempi della burocrazia. Serve un intervento concreto che consenta di ripristinare quanto prima le condizioni di sicurezza e la piena accessibilità della strada. Perché amministrare – conclude Testini – significa soprattutto questo: intervenire quando serve, con rapidità e con senso di responsabilità verso la propria comunità”.




