Con la proiezione di “Portuali”, si è conclusa al Teatro Delia Scala di Bracciano la rassegna “Cine-Europa”. “La risposta del pubblico è stata l’emozione più forte che ha attraversato tutte le proiezioni”, dice Biancamaria Alberi.
“Portuali”, documentario di Perla Sardella, ha chiuso la rassegna “Cine-Europa, cultura democratica e diritto internazionale”. Incentrato sulle lotte dei portuali di Genova, i mitici “camalli” il cui protagonismo politico e sindacale, dalla Resistenza in poi, ha attraversato la storia italiana del dopoguerra, fino ai nostri giorni. Ed è proprio la continuità di una precisa visione politica e sociale, oltre che sindacale, che li porta in questi anni a battersi per boicottare il traffico delle armi che scorrazza nel Mediterraneo, alimentano i drammatici conflitti che insanguinano il Medio Oriente.
“Portuali ha fatto parte, per concluderlo, di un trittico, in cui spiccavano il docu-film Regeni, vittima di una drammatica violazione di ogni elementare diritto umano; – dice Alberi, assessora alla Cultura – accanto alla vicenda altrettanto drammatica, per non dire raccapricciante della piccola Hind Rajab, vittima della brutalità dell’occupazione della Palestina, orribile esempio del disprezzo per il rispetto della stessa umanità”.
La rassegna che si è conclusa il 2 maggio ha segnalato tre linguaggi filmici , che hanno coinvolto il pubblico: il docu-film di Simone Manetti, che ricostruiva con materiale di repertorio la battaglia dei genitori di Giulio per il processo ai responsabili del sequestro, le torture, l’assassinio e l’abbandono in strada del cadavere martoriato di Regeni; il film di Kouther Ben Hania dal forte ritmo, come fosse un thriller delle ultime ore di vita della piccola Hind, – la cui voce era quella vera, registrata durante le drammatiche telefonate di richiesta di aiuto – ore vissute dal personale sanitario che ha cercato di portarla in salvo, per poi rimanere a loro volta coinvolti nella strage di civili; fino all’opera di Perla Sardella, in perfetta linea con il documentario legato all’attualità, attraverso le gesta e le parole dei protagonisti, nel legame di continuità con la memoria storica del movimento operaio italiano.
“La drammaticità degli argomenti trattati si è arricchita della forte emozione espressa dal pubblico dei tre appuntamenti, che da spettatori si sono via via trasformati in veri e propri protagonisti delle proiezioni – conclude Alberi – restituendoci una vibrante condivisione del significato profondo dei temi affrontati”.
Il Teatro Delia Scala, ormai finalmente tornato nella realtà culturale cittadina, ha in preparazione altri importanti appuntamenti, di cui presto verrà reso noto il calendario.
