All-on-4

Chi ha perso la maggior parte o la totalità dei denti di un’arcata si trova spesso davanti a una scelta difficile: protesi mobili tradizionali, percepite da molti pazienti come scomode e poco stabili, oppure un restauro fisso su impianti, storicamente più costoso e invasivo. Negli ultimi anni, la tecnica All-on-4 ha cambiato in modo significativo questo scenario, offrendo una soluzione intermedia efficace sia dal punto di vista clinico che economico.

Cos’è la tecnica All-on-4

Come suggerisce il nome, l’All-on-4 consiste nel sostenere un’intera arcata dentale (superiore o inferiore) utilizzando solo quattro impianti strategicamente posizionati nell’osso mascellare o mandibolare. Due impianti vengono inseriti verticalmente nella zona anteriore, mentre gli altri due vengono angolati nella zona posteriore, dove la densità ossea è spesso minore.

Questa angolazione non è un dettaglio secondario: permette di sfruttare al meglio l’osso disponibile anche nei pazienti che, per anni di edentulia o perdita ossea, non avrebbero abbastanza materiale osseo per sostenere impianti tradizionali senza ricorrere a innesti.

Perché rappresenta un’innovazione importante

Prima della diffusione dell’All-on-4, molti pazienti con osso mascellare riassorbito dovevano sottoporsi a interventi di innesto osseo o rialzo del seno mascellare prima ancora di poter valutare gli impianti, allungando notevolmente tempi e costi del trattamento. La disposizione angolata degli impianti posteriori nell’All-on-4 riduce, in molti casi, la necessità di questi interventi preparatori.

Un altro elemento distintivo è la possibilità di “carico immediato”: in molti casi, una protesi provvisoria fissa può essere applicata sugli impianti nello stesso giorno dell’intervento, permettendo al paziente di lasciare la clinica con denti fissi funzionanti, in attesa che si completi la guarigione ossea necessaria per la protesi definitiva.

Il ruolo della pianificazione digitale

La riuscita di un trattamento All-on-4 dipende in larga parte dalla precisione della pianificazione pre-chirurgica. Le cliniche più avanzate utilizzano oggi scanner intraorali 3D e software di progettazione digitale per determinare con esattezza la posizione e l’angolazione ideale degli impianti prima ancora di entrare in sala operatoria, riducendo tempi chirurgici e margine di errore.

Cliniche dotate di tecnologia CAD/CAM e laboratorio interno integrano la pianificazione digitale con la realizzazione rapida della protesi provvisoria per il trattamento All-on-4, un aspetto che incide direttamente sui tempi complessivi dell’intervento.

All-on-4

All-on-4 rispetto ad altre tecniche

Esistono varianti della tecnica che utilizzano un numero maggiore di impianti, come All-on-6 o All-on-8, generalmente indicate quando la struttura ossea del paziente lo permette e si desidera una distribuzione del carico masticatorio ancora più stabile. La scelta tra le diverse opzioni dipende da una valutazione clinica individuale, basata su densità ossea, abitudini masticatorie e aspettative del paziente.

Chi è un candidato idoneo

Non tutti i pazienti sono automaticamente candidati ideali per l’All-on-4. La valutazione richiede un esame approfondito della qualità e quantità ossea disponibile, dello stato di salute generale del paziente e di eventuali condizioni che potrebbero influire sulla guarigione, come diabete non controllato o abitudine al fumo, che riducono la percentuale di successo implantare.

Conclusione

L’All-on-4 ha reso accessibile a un numero molto più ampio di pazienti la possibilità di tornare ad avere denti fissi e funzionali, riducendo tempi, costi e necessità di interventi preparatori rispetto alle tecniche implantari tradizionali. Resta comunque un intervento chirurgico complesso, che richiede una pianificazione accurata e un’équipe con esperienza specifica in questo tipo di riabilitazione.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210