Ato, acqua pubblica

Ordine del Giorno votato all’unanimità dal Comitato politico regionale del Lazio di Rifondazione Comunista, organismo  che raccoglie tutte le Federazioni del PRC del Lazio su acqua pubblica, attuazione legge 5/2014 e no ATO unico.

Contrastare la crescente privatizzazione, lottare per l’attuazione della legge 5 del 2014 e il ritorno dell’acqua come bene comune.
L’acqua scarseggia in molte zone del Lazio e diventa sempre più cara, il cambiamento climatico agisce sulle falde acquifere abbassandole e riducendone la disponibilità. In compenso la dispersione delle condutture è tra il 40 e il 60 per cento e nelle aree di origine vulcanica, Tuscia, Castelli Romani, parte della provincia di Latina s’intensifica la presenza dell’arsenico anche oltre la soglia, già alta. Non a caso il tasso dei tumori in quelle aree è il più alto dell’Italia centrale.
Di fronte alla necessità di mettere riparo a questa situazione con un forte intervento pubblico, la gestione privatistica con società per azioni delle ATO provinciali, anche dove sono composti dall’assemblea dei sindaci, sta aprendo all’ingresso dei privati, vedi Tuscia e Reatino, come “soluzione” alle difficoltà di queste gestioni, votando senza neanche consultare i propri Consigli comunali.
Si tratta di un tradimento del Referendum del 2011, che stabiliva l’obbligo della gestione pubblica e del controllo della cittadinanza su quello che è un bene primario per la vita.
Gli ATO provinciali, oltre tutto, non rispondono a criteri di distribuzione ottimale dell’acqua, che la legge 5/2014, votata all’unanimità del Consiglio regionale in attuazione del Referendum, prevedeva di minori dimensioni di quelle provinciali per rispondere a criteri di efficienza e solidarietà.
Al contrario è stata presentata, in Regione, una legge da FI e appoggiata dal PD, che prevede un unico ATO regionale che sarebbe gestito inevitabilmente da ACEA, la multinazionale, con enormi dividendi per gli azionisti, che in accordo col sindaco di Roma Gualtieri, comune proprietario del 51 per cento delle azioni, sta mettendo in atto il raddoppio del Peschiera, opera inutile e dannosa, invece che mettere mano alle condutture colabrodo, con cui recuperare più acqua di quella che verrebbe sottratta al fiume Peschiera, già in sofferenza per ragioni climatiche e dell’enorme captazione che già subisce.

Lo scenario futuro, senza un limite alla diffusione dei data center, con la costruzione del mega inceneritore di Santa Palomba, che richiederanno un’enorme quantità di acqua per il raffreddamento non può che peggiorare.
Nel Lazio però, contro l’aumento delle bollette, la scarsità, la qualità dell’acqua e l’ATO unico regionale, si stanno moltiplicando i comitati per l’acqua pubblica, nei quali siamo presenti e svolgiamo un ruolo significativo.
Il CPR del Lazio impegna le federazioni ad essere ancora più presenti nei comitati e a promuoverli dove ancora non esistono.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e Visto da qui Lazio, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano. Il suo canale youtube è @graziarosavillani2210