Un carro grigio che se ne va tra gli applausi in un piovosissimo sabato anguillarino. E’ uscita di scena così Federica Torzullo, la 41enne uccisa dal marito Claudio Carlomagno. Per Anguillara ancora un sabato di lutto dopo il terribile omicidio della donna, probabilmente uccisa nella notte tra l’8 e il 9 gennaio scorsi nella casa di via Costantino 9 a Campo Marinaro. Una vicenda che ha segnato nel profondo la comunità proiettandola su una ribalta nazionale. Le 23 coltellate, il seppellimento in una fossa scavata con una gru a margine dell’area in uso alla ditta Carlomagno, il doppio suicidio dei suoceri, hanno fatto di questa vicenda un caso mediatico. Un caso che tuttavia, al di là della confessione, attende di essere indagato in tutti i suoi dettagli. Il marito omicida ha avuto complici? Dov’è l’arma del delitto? Dopo il clamore per il suicidio di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, genitori del marito di Federica, la procura sembra voler abbassare i toni e lavorare nell’ombra. Si fanno rare le dichiarazioni, vengono meno le note stampa. Il caso di Anguillara è sotto i riflettori anche perché questo è il primo caso nel quale si applicherebbe il nuovo reato di femminicidio che per Claudio Carlomagno significherebbe ergastolo. Le indagini proseguono cos’ in sordina. Se il filone principale resta quello di femminicio e occultamento di cadavere si indaga anche per istigazione al suicidio alla ricerca di coloro che, dietro una tastiera, hanno espresso giudizi a ruota libera. Federica va tra gli applausi, salgono nell’uggioso cielo di Anguillara palloncini gialli e azzurri, sfilano i nastri rossi contro la violenza sulle donne. A chi resta rimane l’obbligo di vigilare e di fare di più.
Alla Chiesa Regina Pacis l’ultimo saluto a Federica Torzullo
