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Testini su Tari e case vacanza: “A Bracciano regole incerte e cittadini penalizzati”

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Accertamenti TARI e case vacanza. Per Luca Testini a Bracciano regole incerte e cittadini penalizzati

“Negli ultimi mesi sono giunte – scrive in una nota stampa Luca Testini – diverse segnalazioni da parte di cittadini del
Comune di Bracciano riguardanti accertamenti TARI particolarmente gravosi, relativi alla riclassificazione di immobili ad uso abitativo in categorie tipiche delle strutture ricettive. In particolare, diversi proprietari di civili abitazioni, spesso di dimensioni contenute e gestite in forma del tutto non imprenditoriale, si sono visti trasformare la propria utenza domestica in utenza non domestica, con l’applicazione di tariffe assimilabili a quelle di “alberghi senza ristorazione”.
Una scelta che, oltre a incidere pesantemente sulle tasche dei cittadini, solleva interrogativi seri sotto il profilo della legittimità amministrativa e della coerenza con il regolamento comunale vigente.
Il regolamento TARI del Comune di Bracciano distingue chiaramente tra utenze domestiche, riferite a locali destinati a civile abitazione, e utenze non domestiche, collegate all’esercizio di attività economiche.
E allora la domanda è semplice: come può una civile abitazione, priva di partita IVA, priva di  organizzazione d’impresa e utilizzata per locazioni turistiche occasionali, essere automaticamente assimilata ad una struttura alberghiera?
Ancora più grave – scrive ancora Testini – appare il fatto che, secondo quanto riferito da diversi contribuenti, tali
riclassificazioni non troverebbero fondamento in una specifica delibera comunale, ma verrebbero giustificate richiamando genericamente orientamenti giurisprudenziali. Un’impostazione che, se confermata, rappresenterebbe un precedente pericoloso: le sentenze possono orientare, ma non possono sostituire il regolamento comunale né colmare
eventuali vuoti normativi con interpretazioni estensive a danno dei cittadini. Il rischio concreto è quello di un’applicazione discrezionale delle norme, dove casi simili vengono trattati in modo diverso e dove il contribuente si trova di fronte ad una scelta obbligata: pagare importi ritenuti ingiusti oppure affrontare ricorsi lunghi e costosi.
Non solo. In altri contesti amministrativi, come quello di Roma Capitale, le locazioni turistiche non imprenditoriali continuano ad essere trattate come utenze domestiche. A Bracciano, invece, si ha la sensazione che si stia tentando di colmare una mancanza regolamentare scaricando il peso direttamente sui cittadini. L’amministrazione comunale è chiamata a fare chiarezza, evitando che si diffonda un clima di sfiducia e di incertezza che danneggia l’intera comunità.
Quando si parla di tributi, il principio dovrebbe essere uno solo: regole chiare, uguali per
tutti. Tutto il resto – conclude Testini – rischia di diventare, semplicemente, un modo per fare cassa”.

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