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“Mozart viscerale”: Michela Varvaro ad Anguillara al primo concerto di Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026

Varvaro. Mozart

Domenica 3 maggio alle 18.30 al via la terza edizione della stagione sostenuta dalla Presidenza del Consiglio regionale del Lazio

A tutto Mozart per il primo dei tre eventi di Nobili Arti in Mobili Terre in Musica 2026, la stagione musicale di primavera sul lago di Bracciano. La proposta del direttore artistico Amarilli Nizza, soprano di fama internazionale, è la riscoperta e la riproposta delle musiche di un autore che resta tra i più amati. Un tributo che arriva in occasione dei 270 anni dalla nascita. Ad interpretare alcuni brani celebri del repertorio mozartiano il 3 maggio alle 18.30, con ingresso gratuito, nella chiesa di San Francesco di Anguillara ci saranno tre soprani, Michela Varvaro, Lisadora Valenza e  Donatella Iaia ed il basso Federico Picone accompagnati al pianoforte dal maestro Massimiliano Tisano. Inaugura così la terza edizione della manifestazione organizzata dal Comune di Anguillara con la Claudia Biadi Music Academy e la Pro Loco Anguillara con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio.  Cosa resta dell’eredità mozartiana e quale il suo messaggio per le giovani generazioni? Alcune risposte arrivano da Michela Varvaro, soprano di grande esperienza. 

Michela Varvaro, Mozart e i giovani. Quali collegamenti vede lei che conosce bene il repertorio del compositore austriaco? 

Mozart è, nell’immaginario collettivo, una sorta di Peter Pan ante litteram, ed è proprio questa sua natura eterna a renderlo viscerale per i giovani di ogni epoca. Chiunque abbia sfogliato il suo epistolario sa che non parliamo di un busto di marmo, ma di un uomo che ha vissuto tutto senza filtri. C’è nelle sue note una ricerca di autonomia e indipendenza che parla direttamente a chi sta cercando il proprio posto nel mondo: il confronto con l’autorità paterna, l’ironia dissacrante, il senso dell’hic et nunc. Ma il vero gancio con i ragazzi è la sua architettura emotiva: Mozart può passare dall’euforia infantile alla malinconia più nera nello spazio di una singola battuta. In un’età di passioni contrastanti, i giovani trovano in lui uno specchio fedele, lontano dall’austerità di altri compositori e incredibilmente vicino alla verità dei loro sentimenti.

Quali sono le difficoltà che una cantante incontra nell’eseguire musiche di Mozart?

Secondo la mia esperienza, a partire da quando ero studentessa, eseguire la musica vocale di Mozart è un punto di arrivo: la sua scrittura è talmente cristallina che ogni minima imperfezione nell’intonazione o nel ritmo risulterebbe amplificata. Tratta le voci come strumenti a fiato: grandi arcate di fiati lunghi, legato perfetto che richiede un suono omogeneo senza mai risultare pesante, per non parlare di cambi di registro attraverso salti molto ampi e passaggi di coloratura che richiedono precisione e contemporaneamente naturalezza. È questa forse la maggiore difficoltà: ottenere un risultato spontaneo e leggero attraverso una ferrea disciplina.

Perché, a suo avviso, Mozart resta uno dei compositori più eseguiti ed amati nonostante la sua musica sia ormai secolare?

Spesso immaginiamo la musica classica tanto seria, noiosa o vecchia da non meritare la nostra attenzione, ma quella di Mozart, agli orecchi di qualunque generazione, risulta vibrante, ironica e scritta per rompere gli schemi. È una musica che possiede la stessa urgenza e vitalità dello spirito giovanile. Dal punto di vista operistico, Mozart non mette in scena stereotipi, ma esseri umani veri con le loro fragilità, contraddizioni e desideri; e lui non giudica mai: semmai presenza la condizione umana, spesso in evoluzione, in modo che sia l’ascoltatore a trarre le proprie conclusioni.

Quali sono i ruoli mozartiani che ha interpretato e quali vorrebbe interpretare?

Il mio percorso mozartiano è iniziato attraverso lo studio e l’esecuzione in concerto di numerose arie e scene tratte dai capolavori più famosi (Il flauto magico, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte, Idomeneo, La clemenza di Tito); sul palcoscenico, ho avuto il piacere di debuttare nel ruolo Donna Elvira nel Don Giovanni e a novembre prossimo ho in calendario Le nozze nella veste di Susanna. Ciò che amo di Mozart è che ogni suo personaggio mi ha insegnato qualcosa di profondo: la sua musica è un costante promemoria del fatto che, nella vita, c’è sempre spazio per evolversi e migliorare.

Il concerto del 3 maggio è inserito in Nobili Arti in Nobili Terre in Musica giunto alla sua terza edizione. Quanto è importante, a suo avviso, continuare ad offrire una proposta culturale che si basa su un repertorio “classico”?

Sono dell’idea che sia fondamentale sostenere tali offerte nel territorio. Il progetto porta nel nome il legame tra la nobiltà della musica e la bellezza dei luoghi. Portare il classico in contesti storici o naturalistici crea una sinergia che valorizza l’identità del territorio, trasformando il concerto in un’esperienza multisensoriale che il digitale non potrà mai sostituire.

Il concerto si terrà nella chiesa di San Francesco del quale quest’anno ricorrono 800 anni dalla nascita. È legata a questa figura?

Certamente. Porto nel cuore la figura di San Francesco per un intreccio di motivi che attraversano tutta la mia vita: potrei dire che la sua presenza è stata una costante negli avvenimenti che mi riguardano fin da piccola. Oltre al legame personale, c’è una motivazione artistica profonda: a San Francesco si attribuiscono le prime forme di composizione sacra in volgare della storia occidentale: la sua eredità è parte integrante del DNA di ogni musicista. Cantare in una chiesa a lui dedicata, proprio nell’anno dell’ottocentesimo anniversario della sua nascita, aggiunge al concerto un valore spirituale e storico immenso, trasformando l’esecuzione in un vero e proprio atto di omaggio.

Il lago di Bracciano è un territorio per molti versi unico. Cosa la attrae di questa area?

Il lago di Bracciano per me non è solo un paesaggio unico, ma un vero luogo del cuore. La mia famiglia vi è legata da una tradizione bellissima: i miei genitori, da sempre, festeggiano il loro anniversario di matrimonio proprio qui. Questa zona è diventata così una tappa fissa di ogni nostro fine giugno, un rifugio che custodisce i miei ricordi d’infanzia più cari.

Michela Varvaro – Si è diplomata con lode in Canto lirico al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, sotto la guida del soprano Nausicaa Policicchio, e ha successivamente conseguito con lode e menzione d’onore il diploma in Musica vocale da camera al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, col soprano Amelia Felle. Si è perfezionata anche con Michael Sylvester, Rolando Nicolosi ed Erik Battaglia. Artista dalla spiccata versatilità, ha debuttato in ruoli di grande rilievo del repertorio operistico, tra cui Rosina e Berta ne Il barbiere di Siviglia, Lisa ne La sonnambula, Donna Elvira nel Don Giovanni, Violetta ne La traviata, Norina nel Don Pasquale, Adina ne L’elisir d’amore e Musetta ne La bohème. Ha cantato come solista in importanti teatri e sale da concerto in Italia e all’estero, tra cui il Teatro Lirico di Cagliari, la Sala Nervi in Vaticano, la Cairo Opera House, il National Center for Performing Arts di Pechino e la Shanghai Symphony Orchestra Hall. Apprezzata interprete del repertorio contemporaneo, ha partecipato a rassegne e progetti dedicati a Weill, Berio, Sciarrino e Dallapiccola, e ha eseguito in prima esecuzione lavori di Ezio Monti, Carlo Ferdinando de Nardis, Francesco Sbraccia, Emanuele Stracchi e Riccardo Zama. Ha inoltre preso parte a progetti performativi interdisciplinari, distinguendosi anche nella doppia veste di soprano e flautista. Ha collaborato con direttori quali Aurelio Canonici, Diego Ceretta, David Crescenzi, Elio Orciuolo, Giovanni Pompeo e Beatrice Venezi, e con registi come Allex Aguilera, Orlin Anastassov, Bepi Morassi, Gianmaria Romagnoli, Hazem Tayel e Ambra Vespasiani. Tra i più recenti impegni figurano La favorita al Teatro Lirico di Cagliari e Il barbiere di Siviglia al Teatro Marrucino di Chieti.

Appuntamento Domenica 3 maggio 2026 ore 18.30 Chiesa di San Francesco – Anguillara Sabazia – Omaggio a Wolfang Amadeus Mozart Soprani: Michela Varvaro, Donatella Iaia, Lisadora Valenza; Basso: Federico Picone; Pianista: Massimiliano Tisano. Musiche tratte dal repertorio mozartiano.

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