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Gianni Rodari: dalla filastrocca al monumento. Manziana celebra il genio

filastrocca

Una filastrocca diventa monumento. Accade a Manziana dove aleggia ancora la memoria del grande giornalista e mago delle parole Gianni Rodari. Qui lui visse per qualche tempo nella sua casa di via degli Scaloni. Qui rientrava dai lunghi viaggi da inviato. Qui lavorava e faceva il padre di una figlia adolescente inserita nelle amicizie di paese. Un paese che non è certo quello di oggi ma dove comunque, tra una ragazzata e l’atra, si faceva politica quella alta che guardava al mondo e quella locale improntata all’epoca prevalentemente contro il regno di Albicini. Quei ragazzi oggi sono grandi ma conservano ancora vivo i racconti di un uomo che tutto il mondo ci invidia. La sua Grammatica della Fantasia rimane un testo di riferimento per la letteratura dei ragazzi, il suo no alla guerra si leva ancora alto contro ogni conflitto. Solo di recente, tuttavia, Manziana ha cominciato a dare lustro e visibilità ad alcuni dei suo concittadini illustri (qui visse Titina De Filippo, da qui proviene la famihlia dell’indimentica Monica Vitti, al secolo Maria Luisa Ceciarelli, cognome tipico manzianese). Così la presentazione del monumento dedicato a Rodari e che dà forma al racconto rodariano di Manziana è stato un salto all’indietro. Ognuno ha ricordato il suo Rodari tra grandi e piccoli aneddoti. All’incontro sono intervenuti Nando Massa, Mario Angelis, Vincenzo Lucherini, Vivenzio Annibali, Fulvio Grimaldi (collega giornalista di Rodari). 

Anche il sindaco Alessio Telloni introducendo l’incontro ha pronunciato, commosso, parole importanti. “Con quei versi – ha detto Telloni –  Rodari ci ha fatto un regalo immenso, ha preso un pezzo della nostra identità e lo ha reso immortale. Ecco perché questa installazione non è un semplice abbelimento urbano. Celebriamo il rapporto unico, storico e affettivo che c’è tra Gianni Rodari e Manziana. Questo diventerà un luogo identitario della nostra comunità. Sarà uno spazio in cui i nostri figli potranno crescere, sapendo che un gigante della letteratura ha camminato con le nostre stesse strade, si è ispirato ai nostri paesaggi e ha voluto bene a questa città”. 

Dopo decenni resta commovente come questo genio abbia voluto rendere omaggio al paese e lo ha fatto chiedendo a questi ragazzi che gli hanno confermato i toponimi, le usanze, le caratteristiche di tutto quello che fa Manziana nel cuore dei manzianesi e non solo. 

“Con le parole di Manziana / Voglio fare un A B C / Le metto in fila indiana / E cominciò così: / A… è l’Acqua Precilia / è l’Acqua Acetosa / è l’Acqua della Callara“. La filastrocca diventa oggi un monumento per le mani e l’estro dell’artista Nando Massa. Un’opportunità in più per visitare il paese dopo la passeggiata nel bosco, il gelato nel pozzetto del bar del corso, il pane buono di Baldassarini…e molto altro. 

Graziarosa Villani

 

Le parole di Manziana

 

Con le parole di Manziana

Voglio fare un A B C

Le metto in fila indiana

E comincio così:

A.. è l’Acqua Precilia,

è l’Acqua Acetosa,

è l’Acqua della Callara

che ribolle senza posa.

B… Boccalupo… e per fare

I tuffi senza trampolino

Il Bottegone del Pecoraio

Il Bottegone di Tomassino.

C… il Camillo, tra i cerri,

dove la macchia è più bella

e d’inverno dietro il cinghiale

la canizza, la cacciarella.

D… è il ponte del Diavolo,

il quale però è innocente:

l’hanno fatto gli antichi Romani,

il Diavolo non sa far miente.

E… l’Eremo, la montagna

Che copre le spalle al paese

Con un sipario di pini

Sempre verde, ad ogni mese.

F… sta nella Fontana

Del Vignola, ma ancora

Ce n’è una, tutta fiorita,

nei boschi della Fiora.

G… le Grazie, le Grottacce

Dove abita un vecchio gufo;

le “grotte”, dove il vino

matura nel fresco tel tufo.

H… ne ha una Ughetto

E mi hanno raccontato

Che la mette nel pistacchio

Quando ci fa il gelato.

La I… sta fuori mano,

all’Imposto, agli Imbastari,

dove una volta usava

mettere il basto ai somari.

L… nuota nella Lenta,

M… naviga nel Mignone,

ma di casa sta al Mattiolo

con altre brave persone.

N… sento un profumo

Che incanta i ragazzetti:

sono le “nocchie” croccanti

nel dolce dei tozzetti.

O… la strada di Oriolo,

P… il Poggio, la Piscina,

Q… i Quarti, i Quadroni

Dove l’aria è più fina.

R… è forse il “rimissimo”

Dove quando stracche

E sazie di pastura

Si chiudevano le vacche.

S… sono le Scalette,

ma anche gli Scaloni,

Solfatara e Solfaraticchia

E là, gli Scopettoni.

T… l’ho vista al Travertino…

Ma ne ha tre, con tre trattini,

il busto di Tittoni

tra le aiuole ai giardini.

U… è l’Università Agraria,

istituto dei più rari,

dove anche i contadini

sono universitari.

V… è certo il Vicinato

Dove a scuola si va

A imparare che l’alfabeto

Comincia con la A.

La Zeta è l’ultima lettera

della nostra canzone:

sta proprio dentro Manziana

e ci si trova benone.

Siamo così arrivati

In fondo al nostro A B C,

ma chi sa altre parole

potrà aggiungerle qui…

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