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No al raddoppio del Peschiera: Comitati Viterbo e Rieti uniti. Iniziative il 22 febbraio

Foto tratta da La Valle del Velino

Acqua del Peschiera a Viterbo: Regione Lazio, Provincia e Comune di Rieti progettano di prosciugare il Velino ignorando le alternative.

La notizia dell’accordo per portare l’acqua del Peschiera a Viterbo, annunciata un mese fa dall’Assessore regionale Rinaldi e rilanciata grazie all’interrogazione del consigliere comunale Ubertini, conferma quanto denunciamo da anni circa il rischio concreto di dimezzamento della portata del Velino prima del suo ingresso nel centro storico di Rieti.
Quando nel 2023 lanciammo la campagna pubblica “Salviamo il Velino” (e gli altri fiumi del Lazio) dalla speculazione di ACEA, gli amministratori reatini ci davano degli allarmisti mentre allo stesso tempo avallavano il progetto di raddoppio dell’acquedotto Peschiera senza nemmeno pretendere la valutazione di impatto ambientale obbligatoria per le derivazioni idriche dalle sorgenti Peschiera-Le Capore che alimentano i fiumi Velino e Farfa.
Oggi sono proprio il sindaco di Rieti Sinibaldi e la presidente della Provincia Cuneo “in prima fila” con la Rinaldi a firmare un accordo che porterà via dal Peschiera-Velino altri 1.000 litri al secondo i quali, insieme ai 1.500 litri in più che andranno a servire la Città Metropolitana, si aggiungeranno agli attuali 8.700 litri al secondo che già vanno verso Roma.
Nulla di cui stupirsi, era già tutto scritto nel programma di interventi che, astutamente, ACEA ha chiamato Progetto definitivo di “Messa in sicurezza e ammodernamento del sistema idrico del Peschiera (Lazio)” e che è già in fase di realizzazione. E così, quando si completerà anche il collegamento con i Castelli Romani, verranno prelevati ulteriori 1.500 litri e, in estate, nel letto del fiume Velino resteranno meno di 3.000 litri: un disastro ambientale annunciato!
La stessa Rinaldi , a novembre scorso, aveva ricevuto il coordinamento regionale dei comitati per l’acqua pubblica rassicurandoli sull’improvvida proposta di istituire l’ATO Unico regionale e sul fatto che le opere acquedottistiche connesse al Peschiera non erano finanziate dal PNIISSI.
A distanza di meno di tre mesi è la stessa Rinaldi a smentirsi, proprio mentre i comitati per l’acqua viterbesi hanno avanzato in Regione Lazio la proposta di usare a scopi idropotabili l’acqua di falda dei Monti Cimini (invece di aprirli all’esplorazione mineraria di litio), nonché di sostenere l’ISDE e il CNR nello sviluppo di soluzioni tecnologiche a membrane porose di nuova generazione molto più efficaci e meno energivore dei dearsenificatori attualmente in funzione.
Per tali ragioni ribadiamo ancora una volta che il progetto di raddoppio dell’acquedotto del Peschiera è un delitto perfetto: una grande opera che, per come è stata concepita, è oltremodo dannosa e serve solo a mettere nelle mani della multinazionale ACEA spa la gestione di un enorme sistema di appalti finanziato con fondi pubblici e con le tariffe dei cittadini.
E per questo rilanciamo la mobilitazione sul tema in primavera, sia nella Tuscia che in Sabina. A partire da domenica 22 febbraio, al Teatro del Nurialdo di Viterbo dalle 16.30 si terrà il convegno a cura del comitato “Non ce la beviamo”, mentre al Carnevalone liberato di Poggio Mirteto troverete l’infopoint a cura del Comitato Acqua pubblica Sabina.

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