“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no”

E’ questa la citazione più celebre del libro di Primo Levi in Se questo è un uomo. Un denuncia schietta delle deportazioni nel campo di concentramento d Aushwitz, uno dei volumi che più di altri nasce con l’intento di raccontare la follia del genocidio, dell’intento deliberato del Nazismo di azzerare la popolazione di religione ebraica e non solo. L’autore, chimico di professione, fu un frequentatore di Anguillara. La sorella Anna Maria Levi apparteneva alla cerchia di quelle intellettuali che avevano scelto Anguillara per viverci. Angela Zucconi, Florita Botts, tutte approdate sul lago dopo un vita ricca di lavoro e di impegno quale quello nel sociale di Angela in numerosi progetti pilota e di volontaria e fotografa della Food and Agriculture Organization (FAO) di Florita. Primo Levi così ebbe frequentare questo gruppo di amiche e nella casa della sorella al centro storico c’era la sua stanza pronta ad accoglierlo per brevi soggiorni. Ed è proprio d Anguillara che Primo Levi scrive una sua poesia, Il Congedo (che conclude la raccolta “L’osteria di Brema”), che restituisce l’atmosfera dell’Anguillara d’un tempo, un paese nel quale l’autore ritrovava, come traspare dai versi, una sua tranquillità. Con lui, come con la sorella Anna Maria, Angela Zucconi, come testimoniano alcune note del Centro Internazionale di Studi Primo Levi, si confrontò quando ebbe a scrivere quell’affresco corale su Anguillara che è “Autobiografia di un paese”, una delle pietre miliari della storia locale. Primo Levi, abbigliato in modo semplice, scevro da ogni notorietà, passava le sue giornate anguillarine passeggiando e facendo conversazione tra i tanti anche con Pietro il pescatore, un personaggio, quest’ultimo, di suo, del quale chi scrive ha conosciuto l’estro e la fabula. Patrizia Onorati che conobbe Primo Levi lo ricorda come una persona di grande semplicità. Di Primo Levi al Museo della Civiltà Contadina e del Cultura Popolare “Augusto Montori” è custodito il semplice berretto blu che il chimico-scrittore indossava passeggiando per le vie di Anguillara. Spesso Primo e le altre (Florita, Angela e Anna Maria) trascorrevano le domeniche in campagna tra un pranzo conviviale e un panorama sul lago come testimonia un foto custodita nell’archivio di Franco Bernardini.

Nel leggere i versi del Congedo che Primo Levi scrisse d Anguillara pare di vederli. Primo e Pietro in riva al lago conversare di primo mattino o al tramonto quando si tirano le reti.

Congedo

Si è fatto tardi, cari;

Così non accetterò da voi pane né vino

Ma soltanto qualche ora di silenzio,

i racconti di Pietro il pescatore,

il profumo muschiato di questo lago,

l’odore antico dei sarmenti bruciati,

lo squittire pettegolo dei gabbiani,        

l’oro gratis dei licheni sui coppi,

e un letto, per dormirci solo.

In cambio, vi lascerò versi nebbich come questi,

fatti per essere letti da cinque o sette lettori:

poi andremo, ciascuno dietro alla sua cura,

poiché, come dicevo, si è fatto tardi.

Primo Levi, 28 dicembre 1974 – da Ad ora incerta

Così, nella Giornata della Memoria, ricordiamo Primo Levi, testimone oculare di un genocidio che fa orrore.

Graziarosa Villani

RIPRODUZIONE RISERVATA

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e dell'Ortica del Venerdì Settimanale, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano.