Anguillara – Prime reazioni al libro I Tempi di Tempesta. Romano Montori risponde

Prime reazioni e commenti al libro I Tempi di Tempesta scritto da Romano Montori e presentato il 19 gennaio scorso al Museo Contadino e della Cultura Popolare Augusto Montori di Anguillara per iniziativa dell’Associazione Culturale Sabate. Straordinaria l’accoglienza tributata a questo volume che, attraverso gli occhi dell’autore, riscopre alcune vicende anguillarine con flash back che arrivano anche ai primi anni del Novecento.

Alcune contestazioni sono arrivate da un’anguillarina doc. Le risposte di Romano Montori non si fanno attendere. L’autore in particolare si definisce soddisfatto di come sta andando il libro e del fatto che questo possa portare ad un confronto. “Mancano infatti oggi – commenta – occasioni di discussione ed ogni opportunità di confronto è la benvenuta”.

Romano Montori, una anguillarina doc le pone alcuni rilievi. Cosa si sente di rispondere? Il primo rilievo riguarda l’ubicazione del cinema. Cosa risponde?

Effettivamente il primo Cinema ad Anguillara si trovava in via del Trivio dove si trova ora un negozio di abbigliamento e veniva gestito da una dinamica signora di origine marchigiana detta La Baldarella a metà degli anni Quaranta. Io ho fatto riferimento a quello gestito da Capò che frequentavo da ragazzo con i miei coetanei.

Rilievi le sono arrivati anche per l’appellativo “mitico” dato a Vico Catarci, già sindaco di Anguillara. Cosa risponde?

Sul “mitico” Vico detto il Professore sottolineo che questo aggettivo da me citato deriva dal fatto che questo personaggio, anche se di idee politiche opposte alle mie, era una persona con la quale ci si confrontava bene. Stava inoltre sempre tra i giovani per collaborare ad iniziative per il bene di Anguillara.

Le viene contestato anche di non aver citato nelle didascalie del volume alcune persone raffigurate.

Sulla mancata citazione di alcuni anguillarini nelle foto ritengo che sia utile non commentare. Del resto ho precisato, sin dall’introduzione, che il libro riguarda i miei ricordi personali e che assolutamente avevo intenzione di ricostruire nei minimi dettagli la storia recente di Anguillara.

Altro rilievo riguarda il ricordo che lei dà di Pietro Casasanta, detto il Satiretto. Le viene contestato che lei ne parla come di un eroe quando invece è noto per il suo commercio clandestino di opere d’arte.

Il racconto del Satiretto non vuole far riferimento a lui come un eroe ma come una persona, mia coetanea, che ha attraversato assieme a me le vicende di questo paese anche se eravamo di idee politiche molto diverse. Da ragazzi eravamo molto amici. Sappiamo bene poi che la Triade Capitolina che è stata trovata da Pietro Casasanta e che è stata oggetto di una vicenda di traffico di opere d’arte si trova ora al Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Guidonia Montecelio, mentre il Volto d’avorio si trova ora al Museo Nazionale Romano a Palazzo Massimo di Roma.

Riguardo il giornalista Daniele Mastrogiacomo e sul fatto che lui possa denunciarla per quanto scritto cosa risponde?  

Per quanto riguarda la storia del giornalista Daniele Mastrogiacomo vorrei ricordare che con lui ci siamo lasciati come amici. Non credo che possa denunciarmi per il solo fatto di aver ricordato che da ragazzo detestava il padre. Se lo facesse vorrebbe dire che negherebbe tutta sua la storia personale.

La questione dell’area artigianale, al quale lei tiene molto, solleva delle critiche di carattere politico. Le si contesta in particolare che non è vero che la sinistra locale era contraria al decollo della zona produttiva. Lei che ha vissuto la vicenda sulla propria pelle cosa risponde?

Per quanto riguarda l’area artigianale mi è stato contestato che non sarebbe vero come ho riportato io che la sinistra locale di allora ha sempre remato contro. Non solo io conosco la storia dell’area artigianale in quanto sono stato il presidente dell’Associazione Sabazia Artigiani – A.S.A. costituita ad Anguillara in un  14 settembre 1990 ma, tra le tante cose,  vorrei citare un volantino (si veda foto) dell’epoca firmato da Partito Democratico della Sinistra, Rifondazione Comunista, Anguillara che Vogliamo, Vita Nuova per Anguillara con il quale veniva contestata la decisione dell’allora sindaco Paolo Bianchini di procedere all’assegnazione di 12 lotti. In particolare un passo deciso del volantino riporta: “Tuttavia con la collaborazione a titolo puramente personale del presidente Valter Schiavoni (chi rappresenta?) si accinge ad assegnare in modo arbitrario i lotti a 12 (dodici) imprese artigiane, aderenti al Consorzio, scelte non si sa bene come”.

Voglio inoltre precisare che prima di questi fatti avevamo fatto proposte a nostro avviso molto convenienti per il Comune. Si prevedeva che a fronte della cessione della metà della superficie dell’area individuata per la realizzazione dell’area artigianale noi artigiani ci saremmo fatti carico di realizzare le opere di urbanizzazione primaria assicurando allo stesso tempo un tot al Comune di Anguillara per ogni lotto.

Anche in questo caso la questione venne tirata alle lunghe e tutto naufragò. Ritengo personalmente che tutto questo sia accaduto, ovvero che il progetto dell’area artigianale sia stato fatto fallire, in quanto qualcuno avrebbe voluto specularne sopra.

Tutte le amministrazioni comunali, ad eccezione di quella di Paolo Bianchini che come si è visto voleva dare avvio al progetto con l’assegnazione dei primi 12 lotti, di fatto hanno ostacolato la realizzazione dell’area artigianale in quanto, a mio avviso, interessati a trarre profitto a discapito degli artigiani.

Anche la soluzione odierna portata avanti dall’attuale giunta di Anguillara è a mio avviso mette in evidenza una situazione ai limiti del paradosso. Il Comune di Anguillara vorrebbe procedere e sta procedendo alla requisizione dei lotti già assegnati e già pagati unitamente agli oneri concessori previsti dalla Bucalossi, facendo riferimento ad una norma prevista nell’avviso e nella convenzione che dice che se il capannone non viene costruito entro dieci anni dall’assegnazione questo può essere requisito. In sostanza gli artigiani che hanno già investito importanti somme vengono ulteriormente penalizzati, in un periodo di piena crisi economica, per non aver proceduto alla realizzazione dell’impianto produttivo. Le requisizioni dei lotti in atto stanno generando dei contenziosi tuttora pendenti al Tar del Lazio. Non è inoltre ammissibile che la normativa attuale preveda che a dover realizzare la struttura produttiva debba essere necessariamente il Consorzio Capas.

La mia personale opinione, alla soglia degli ottanta anni, è che nessuno abbia voluto mai assumersi la responsabilità politica ed amministrativa di dare il via ad una zona produttiva degna di questo nome ad Anguillara e che desse i necessari spazi agli artigiani locali per valorizzarne appieno le loro professionalità. Il risultato è che mentre i Comuni limitrofi, si veda Formello e Bracciano, hanno delle zone artigianali avviate e che danno sviluppo ed occupazione, ad Anguillara tutto questo non è stato possibile. La mancata realizzazione ad oggi della strada di collegamento Anguillara-Cesano ha poi contribuito ulteriormente e in modo negativo al mancato decollo della zona produttiva.