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Bracciano Lottizzazione La Lobbra: Arturo Cimaglia replica

Con riferimento all’articolo apparso in data odierna dal titolo “Bracciano – Lottizzazione La Lobbra prosciolti gli imputati: “il fatto non sussiste” e dal sottotitolo “Le indagini erano state avviate a seguito di una denuncia di Arturo Cimaglia”, chiedo che venga pubblicata la seguente replica .

La firmataria dell’articolo non fornisce un’adeguata informazione, o forse è stata a sua volta mal informata. Nella realtà l’assoluzione è derivata dalla modifica del capo di imputazione effettuata dal Pubblico Ministero in udienza, che ha ritenuto che la lottizzazione abusiva non dipendesse dalla violazione della convenzione di lottizzazione (come contestato in un primo momento dalla Procura della Repubblica), ma dalla violazione del piano regolatore generale contestando in udienza tale reato.

Poiché gli imputati non hanno accettato tale contestazione in udienza, cosa che avrebbero potuto ben fare per dissolvere ogni dubbio sulle loro responsabilità, ma si sono ben guadati dal farlo, il Giudice si è potuto pronunciare solo sull’originaria imputazione, e cioè sulla contestata violazione della Convenzione di lottizzazione ormai non più ipotizzata neppure dal P.M. Pertanto, quanto denunciato dal sottoscritto, dai Carabinieri, dalla Polizia Giudiziaria ed accertato dai Periti nominati dal GUP- e del resto sotto gli occhi di tutti - e cioè che gli edifici residenziali sono stati realizzati prima dell’ultimazione del completamento delle opere di urbanizzazione primaria, fra cui la viabilità, non risulta allo stato essere stato valutato nella sua completezza dal Giudice.

In verità, alla giornalista sembra interessare più attaccare il sottoscritto e il proprio avvocato che informare correttamente i cittadini. Infatti, dall’articolo sembra quasi che sia stato il sottoscritto a portare a giudizio gli imputati per le vicende della lottizzazione La Lobbra, quando invece sono state fatte scrupolose indagini ed è stata la Procura della Repubblica a formulare i capi di imputazione, e tra l’altro i periti non hanno affatto concluso che la lottizzazione La Lobbra sia del tutto regolare, affermando, per esempio, che il permesso di costruire delle opere di urbanizzazione non poteva essere rilasciato anche perchè la lottizzazione prevedeva realizzazione di opere di urbanizzazione sul tratto di strada di via del Sassone a valle del piano verso San Celso di proprietà di terzi o, per meglio dire, anche della famiglia Cimaglia (vedi anche sentenza Tribunale di Civitavecchia n. 318/2017 e della Corte dei Conti n. 254/16).

L’impressione è che alla testata Ecolagodibracciano interessi più fare propaganda che informazione, altrimenti avremmo potuto leggere, alcuni giorni fa, che la prescrizione ha salvato Sala Capparella e Cavini. Infatti, dopo più di cinque anni di dibattimento e nonostante il sottoscritto abbia rinunciato a quasi tutti i suoi testimoni per evitare che il processo si dilungasse oltremodo, il Tribunale di Civitavecchia, dopo quattro ore di discussione, ha dichiarato i reati prescritti, riqualificando il reato di tentata concussione, di cui era accusato Cavini, in quello di millantato credito, finalizzato ad ottenere ingiusti vantaggi, fra cui quello di far costruire la società di cui erano soci proprio Cavini e Sala, nonostante le richieste assolutorie delle difese. Si ricorda che l’ex sindaco Sala e l’assessore Capparella erano accusati di abuso d’ufficio.

Evidentemente il Tribunale non ha condiviso le tesi difensive dei legali che hanno chiesto l’assoluzione con formula piena, ma, essendo maturato il termine di prescrizione, ha dovuto dichiarare estinti i reati. Uno dei legali dell’ex sindaco Sala, lo si ricorda, era l’ex Presidente della Bracciano Ambiente Marcello Marchesi, che ha rinunciato all’incarico, che ha rinunciato all’incarico in quanto – a detta dell’attuale difensore- coinvolto anch’egli in processi penali come imputato. Con questa sentenza le ragioni delle persone offese e il diritto al risarcimento dei danni restano comunque immutati. Quello della prescrizione, purtroppo, è un male endemico della giustizia italiana, a cui la recente riforma della giustizia penale cerca di porre rimedio.

Secondo le norme vigenti, gli imputati, presenti in aula, avrebbero potuto rinunciare alla prescrizione, come quelli del procedimento 127/11 relativo alla lottizzazione La Lobbra avrebbero potuto accettare la nuova contestazione formulata dal Pubblico Ministero, se fossero stati sicuri delle loro ragioni, ma non lo hanno fatto, così il Tribunale non ha potuto che emettere la sentenza di prescrizione dei reati, in un caso, e di proscioglimento nell’altro.

Tra l’altro non mi pare che né la testata, né la giornalista abbiano mai dato informazione circa la conclusione delle indagini del procedimenti rgnr 3731/14 nei confronti dell’ex Sindaco Sala e di altri per il reato di associazione a delinquere.

Bracciano, 30 giugno 2017 dott. Arturo Cimaglia

30 / 06 / 2017

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