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Bracciano: l’opposizione chiede le dimissioni di Tondinelli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Un novello Shakespeare modificherebbe la celebre frase:" C'è del marcio in Danimarca con C'è qualcosa di strano nel Comune di Bracciano" (lo stesso Sindaco Tondinelli, durante una seduta del consiglio Comunale ha esclamato “non c’è nulla, di normale, in questo Comune). Non è il titolo di una tragedia ma piuttosto di una farsa. L'amministrazione comunale è da tempo sotto scacco, per ragioni riconducibili a ripetute e incessanti richieste di accesso agli atti che risulterebbero inevase, ed il fatto singolare è che non si riesce a capire quali siano le eventuali responsabilità dei funzionari del Comune. Delle due l'una: o i funzionari preposti hanno agito con dolo o omissione, e allora è compito della magistratura rilevare gli attinenti profili di reato, o si tratta di negligenza nel qual caso é il Sindaco che deve inervenire conformemente al regolamento comunale. Per quanto concerne la gestione dell'archivio è bene che i cittadini sappiano dello stato in cui si trova: i locali non rispondono ai requisiti minimi previsti dalla legge sia dal punto di vista sanitario sia da quello strutturale , organizzativo e della sicurezza . Sarebbe opportuno verificare se l'archivio sia mai stato visitato dalla giunta ,nel qual caso risulterebbe dall'apposito registro. E' possibile immaginare qualcosa di peggio della schizofrenica dimensione nella quale i dipendenti del comune sono allo stesso tempo tacciati di scarsa collaborazione, confermati nell'incarico con atto fiduciario, interessati da procedimenti giudiziari per i quali l'amministrazione gli garantisce la tutela legale e contesualmente si costituisce parte civile contro di loro…. Da ultimo la bella trovata di indire una "Commissione di indagine sull'operato dei capi area”, come riportato anche sulla stampa, che costituisce un fatto inusitato e privo di base giuridico amministrativa. EST MODUS IN REBUS direbbero i nostri antenati. Per quanto ci è dato sapere, il personale del comune è animato da spirito di servizio, dotato di adeguata preparazione ed è evidentemente posto in condizioni di lavoro molto difficili. Sta di fatto che l'ente è paralizzato tra diffide, messe in mora, conflitti di interesse, rinvii a giudizio, mentre Bracciano non vede un barlume di luce in fondo al tunnel in cui è stato condotto. Le oggettive gravi problematiche che si sarebbero dovute affrontare dopo le elezioni erano note a tutti e, proprio per questo, sarebbe stato necessario attrezzarsi per tempo, facendo ricorso a tutte le risorse umane del paese, che pure ci sono, superando quell'atteggiamento di rivalsa che sconfina quasi in una forma di vendetta (piatto che va sempre “gustato freddo”), che ha determinato l'attuale stato di crisi e di impotenza, ed ha portato ad una assoluta mancanza di risultati. Al riguardo sarebbe pressoché inutile star qui ad enumerare tutte le cose non fatte, nonostante gli impegni presi con i cittadini durante la campagna elettorale, quindi è sufficiente stilare un elenco delle più macroscopiche: dal promesso salvataggio della Bracciano Ambiente alla lotta per l'acqua; dal ripristino del decoro urbano agli interventi per gli asili e le scuole; dal rilancio delle politiche culturali e del turismo alla nuova progettualità in materia urbanistica, che avrebbe dovuto favorire la ripresa del lavoro in molti settori; dagli interventi sulla sicurezza al sostegno alle persone con disabilità e con fragilità sociale. I risultati in tal senso sono sotto gli occhi di tutti, e non appaiono certo eclatanti. A ciò si va ad aggiungere l’aspetto più propriamente tecnico-amministrativo, legato allo stato di predissesto finanziario in cui si trova il Comune, che ha reso estremamente tormentata l'approvazione del bilancio di previsione. Ci sono volute due prefettizie che intimavano il rispetto della legge, propedeutiche allo scioglimento del consiglio comunale, per spingere la giunta ad approvare un bilancio preventivo... Che peraltro non potrà assolutamente risolvere la situazione finanziaria del comune. Il rischio, concreto ed imminente, è che le eventuali acrobazie alchimistiche escogitate per riempire i buchi del bilancio comporteranno le conseguenti valutazioni negative degli enti di controllo e quindi la dichiarazione di dissesto finanziario, e così, dopo aver perso nel giro di poco tempo 3 segretari generali,caso unico a memoria d'uomo, ci imporranno un commissario straordinario e fine della storia.

Non sarebbe forse giunto il momento di prendere atto della mancanza di prospettive, anche a causa di un concatenarsi di accadimenti sfavorevoli, e con un dignitoso atto di umiltà e amore verso il proprio Paese decidere di passare la mano e ridare la parola agli elettori? Lasciamo ai cittadini “l’ardua sentenza”, che poi così ardua non è.

I consiglieri comunali di opposizione: Donato Mauro, Alessandro Persiano, Claudio Gentili, Chiara Mango, Marco Tellaroli

13 / 04 / 2017

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