eco lago di Bracciano


Lago di Bracciano ai minimi: Acea alla prova

C’è attesa per l’incontro, già fissato per le 11 e spostato nel pomeriggio di oggi

Vegetazione fino a 26 metri di profondità, 17 specie vegetali presenti, una pianta, l’isoetes sabatina appena scoperta e già a rischio estinzione, la motonave è in secca. Tutta colpa dell’Acea che tira senza sosta l’acqua del lago di Bracciano e rivende ai cittadini di Roma, e non solo, l’acqua a caro costo. E siamo solo a Febbraio di un inverno poco piovoso. A Trevignano rischia di cedere la passeggiata, la zona umida delle Pantane, primo monumento naturale del territorio sabatino, anni prima dell’istituzione del Parco di Bracciano, non c’è più. Uno scenario da disastro ambientale che rischia oltretutto di determinare sanzioni dall’Europa perché non si tutelano veri i siti di interesse comunitario lacustri. Il dibattito è aperto, ma l’allarme cresce. Lo si è visto bene nel partecipato incontro #openlake organizzato dall’associazione Progetto Comune e Bracciano Smart Hub alla Porta del Parco al quale hanno preso parte cittadini ed amministratori. Si è riparlato del Traiano, dell’acquedotto Paolo, di Rutilia Polla, delle diga sull’Arrone, l’emissario del lago, delle 22 ville di epoca romana finite sommerse per un innalzamento improvviso del livello a metà del primo secolo d.C., tutte storie e vicende che chi ha cuore il lago conosce bene. Ancora una volta si è parlato del Cobis, della convenzione con Acea per quello che doveva restare un acquedotto d’emergenza per Roma, stilata nel 1990 quando l’Acea era interamente pubblica, e che invece è divenuta ordinaria. Tutti cercano i dati. Quanto preleva Acea? Non si sa. Sono informazioni unilaterali. Senza un controllo democratico e partecipato. Quello che è a tutti evidente e che il lago soffre. Flora e fauna sono messi a dura prova. E l’ecosistema potrebbe essere seriamente compromesso. Le amministrazioni, in primis Trevignano, ma anche Bracciano si stanno muovendo. A Bracciano le opposizioni hanno chiesto un Consiglio comunale per dibattere sull’argomento e capire quali azioni l’amministrazione sta intraprendendo al riguardo. C’è attesa per l’incontro, già fissato per le 11 e spostato nel pomeriggio. Paolo Saccani, presidente di Acea Ato 2, che dirà? E cosa ne pensano veramente i 70mila circa abitanti visto che non sono moltissimi i cittadini che con grande senso civico hanno firmato (2.721) la petizione “Fermare la captazione dell'acqua dal Lago di Bracciano”? Graziarosa Villani

13 / 03 / 2017

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